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Carlo M. Cipolla – Allegro ma non troppo

8 aprile 2009 | 329 viewsCommenta

A cura di Giulia Borgese
Titolo: Allegro ma non troppo-Le leggi fondamentali della stupidità umana
Autore: Cipolla Carlo M.
Illustratore
: Pericoli T.
Editore: Il Mulino
Prezzo: € 15.00
ISBN: 8815121021
ISBN-13: 9788815121028
Pagine: 110
Cipolla e Pericoli, ironia di coppia.
Bella l’idea del Mulino di riproporre Allegro ma non troppo di Carlo M. Cipolla (uscito nel 1988) animandolo, per così dire, coi disegni di Tullio Pericoli: mirabili invenzioni metafisico-oniriche, in assoluta sintonia col lo spirito e l’umorismo dei due brevi saggi che compongono il libro. Nella presentazione l’autore sente di dover dare al suo lettore una chiave di lettura: “L’umorismo è la capacità intelligente e sottile di rilevare e rappresentare l’aspetto comico della realtà” che però implica “una profonda e spesso indulgente simpatia umana”.
Ed è chiaro che parla di sé, di sé come storico unico nel suo genere, capace in una trentina di pagine appena di raccontarci le trasformazioni dell’Europa nei “secoli bui” che vanno dalla caduta dell’Impero Romano fino alla nascita del Rinascimento. E’ il saggio Il ruolo delle spezie (e del pepe in particolare) nello sviluppo economico del Medioevo. Centrale è la figura di Pietro l’Eremita che “viveva di solo pesce e vino” e invano pregava la Divina Provvidenza per avere un po’ di pepe. Ma poiché il pepe è notoriamente un afrodisiaco il Padre Eterno glielo negava. Così per averlo il sant’uomo inventò la prima crociata. E alla fina si arriva al 1337 quando re Eduardo d’Inghilterra, che non sapeva più come pagare i debiti contratti coi banchieri fiorentini, dichiarò una “guerra lampo” al re di Francia per portargli via i celebri vigneti. La guerra lampo durò 116 anni. I fiorentini furono costretti a “piantare il commercio e la banca e si diedero alla pittura, alla cultura e alla poesia. Iniziò così il Rinascimento mentre sul Medioevo calò la parola FINE”. Storia vera, fantastica e allegrissima.
Segue il famoso libello intitolato Le leggi fondamentali della stupidità umana: ci porterà a scoprire come mai “in un Paese in declino si nota un’allarmante proliferazione di banditi con un’alta percentuale di stupidità” capaci di “portare il paese alla rovina”. Poveri noi.
Note biografiche dell’autore:
Tratto da Wikipedia
Cipolla fin da giovane aveva sempre desiderato insegnare storia e filosofia in un liceo; si iscrisse dunque alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pavia dove, grazie al professor Franco Borlandi, specialista di storia economica medievale, scoprì la propria passione per la storia dell’economia. Egli studierà in seguito alla Sorbonne e alla London School of Economics.
Cipolla ottiene la sua prima cattedra di storia dell’economia a soli 27 anni a Catania. Sarà soltanto la prima tappa di una lunga carriera universitaria in Italia (Venezia, Torino, Pavia, Pisa e Fiesole) e all’estero. Nel 1953 Cipolla si reca negli Stati Uniti come Fulbright fellow, e nel 1957 sarà visiting professor all’Università di Berkeley in California, prima di essere nominato full professor due anni più tardi. Cipolla è stato accolto come membro in molte prestigiose accademie e ricevette nel 1995 il premio Balzan.

di Giulia Borgese

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