Breve storia del cinema italiano – 5


Cesare Zavattini

A cura di Gordiano Lupi

Il neorealismo
Il neorealismo cinematografico nasce dopo la seconda guerra mondiale e consiste in un’analisi disincantata della realtà, un’interpretazione della vita senza svolazzi romantici. I film neorealisti non devono essere documentari, ma documenti di un’epoca girati da registi che provengono dalla scuola documentaristica.
Cesare Zavattini è il teorico del movimento con il film inchiesta Amore in città e il successivo I misteri di Roma, ma fanno parte del neorealismo anche molti lavori di Rossellini, Antonioni, Maselli, Zurlini, Risi, Pontecorvo, Lizzani ed Emmer. Si tratta di un realismo all’italiana, di grande coscienza sociale, che guarda alla storia collettiva, mostra i partigiani, i reduci, le mondine e la povera gente che soffre.

Leo Longanesi

I film neorealisti sono film corali all’interno dei quali l’individuo si annulla e vengono interpretati da attori sconosciuti, per scelta stilistica e perché i divi del fascismo non possono caratterizzare un mondo nuovo. Nel dopoguerra mancano i teatri di posa, i film neorealisti vengono girati sul campo, tra le macerie, riprendono un’Italia da ricostruire e scavano tra le ferite della gente che soffre. Si tratta di film semplici ma profondamente veri, capaci di rompere con il realismo precedente perché inseriscono un insolito elemento critico che mostra dolori e sofferenze e si sforza di trovare i rimedi.
“Bisogna scendere nelle strade, nelle caserme, nelle stazioni: solo così potrà nascere un cinema all’italiana”, scrive Leo Longanesi nel 1935 su L’italiano. Cesare Zavattini raccoglie la provocazione e sostiene la teoria del pedinamento, la macchina da presa che segue un uomo per strada e lo accompagna nei suoi incontri, filmandone la vita quotidiana e creando la storia. Tutto può produrre cinema, secondo la teoria di Zavattini, non servono grandi eventi, ma la vita di tutti i giorni è la sola cosa che conta da trasformare in spettacolo per il grande schermo. “Dateci un fatto qualsiasi e noi lo sviscereremo fino a farne cinema” afferma lo sceneggiatore di Miracolo a Milano.

Il neorealismo ha precursori importanti in alcune pellicole precedenti di Alessandro Blasetti (l’epopea garibaldina di 1860), Luchino Visconti (Ossessione). Mario Camerini e Francesco De Robertis (Uomini sul fondo).
Molti film dialettali anticipano il neorealismo e lanciano attori come Anna Magnani e Aldo Fabrizi, ma soprattutto tante pellicole scritte da Zavattini, Fellini e Amidei, che saranno autori del cinema successivo. I primi registi del neorealismo sono Roberto Rossellini, Vittorio De Sica e Luchino Visconti. Ne parleremo…

Gordiano Lupi
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