Breve Storia del cinema italiano – 3


Alessandro Blasetti

A cura di Gordiano Lupi

Arriva il sonoro
Alessandro Blasetti è il grande vecchio del cinema italiano che si batte con un gruppo di amici per arrivare a realizzare fonofilm, fonda la società Augustus per girare Sole (1929), ma soprattutto realizza Resurrectio (1931), primo film sonoro sperimentale con molti primi piani, pochi dialoghi e un sapiente mix di musica, rumori e parole.

Nelle sale arriva prima La canzone dell’amore di Gennaro Righelli (1930), più commerciale, mentre Resurrectio viene distribuito solo dopo il successo di Terra madre dello stesso regista. Il sonoro dà il via a una serie di lavori che derivano dal teatro e vedono protagonista Ettore Petrolini (Nerone, Il medico per forza e Il cortile).

Mario Camerini

Mario Camerini è un altro regista interessante di commedie prodotte nei primi anni Trenta e interpretate da Vittorio de Sica. Citiamo Uomini che mascalzoni!, Darò un milione, Signor Max e Batticuore. Carlo Ludovico Bragaglia (O la borsa o la vita), Goffredo Alessandrini (Seconda B, che lancia Alida Valli) e Francesco Pasinetti (Canale degli angeli), Max Ophuls (Signora di tutti con Isa Miranda). In questo periodo Alessandro Blasetti gira una serie di film importanti come il realistico Palio, girato a Siena, Tavola dei poveri con Raffaele Viviani sull’epopea garibaldina e una serie di pellicole in costume.
È l’epoca dei telefoni bianchi, innocue commedie brillanti interpretate da attori di impostazione teatrale, ma anche di film di propaganda fascista come Camicia nera di Giovacchio Forzano e Vecchia guardia di Alessandro Blasetti. Il regime sovvenziona e predilige film patriottici che parlano di virtù nazionali, personaggi storici, atti di eroismo e che mettono in buona luce le virtù dei nostri soldati. Prolifera anche il film comico con le interpretazioni di Ettore Petrolini ricavate dal teatro e si perfeziona definitivamente la maschera di Totò in San Giovanni Decollato (1940) di Amleto Palermi.

Erminio Macario e la maschera da clown

Erminio Macario, maschera lunare di clown comico, interpreta Il pirata sono io, Sette anni di guai e altre farse divertenti. Eduardo e Peppino De Filippo cominciano a frequentare il cinema con Il cappello a tre punte di Mario Camerini. La commedia brillante è il genere più in voga ed è proprio in questo settore che si impone un attore come Vittorio De Sica e si segnalano registi come Goffredo Alessandrini e Nunzio Malasomma. La commedia brillante diventa formalistica nei primi anni Quaranta, acquista grande cura formale e viene realizzata su soggetti estrapolati da grandi romanzi. Citiamo registi come Mario Soldati (Piccolo mondo antico, Malombra, Monsù Travet), Luigi Chiarini (La bella addormentata), Ferdinando Maria Poggioli (Sorelle Materassi), Renato Castellani (Zazà) e Alberto Lattuada (Giacomo l’idealista). Gli anni Quaranta rappresentano un buon momento anche per il film comico puro, farsesco, privo di implicazioni letterarie, perché conferma attori come Musco, Petrolini, De Filippo, Viviani e lancia nuovi talenti come Gilberto Govi, Sergio Tofano, Macario, Totò, Carlo Dapporto, Nino Taranto, Rascel, Tino Scotti, Riccardo Bili, Mario Riva e molti altri caratteristi. Tutti comici che si formano in teatro, così come proverranno da rivista e avanspettacolo Anna Magnani, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Walter Chiari e Aldo Fabrizi.

Totò, il più grande…

Totò rappresenta un personaggio unico nel cinema italiano perché interpreta circa novanta film in carriera, non viene compreso dalla critica contemporanea che lo giudica soltanto un guitto, un fantasista minore, un attore modesto. In realtà Totò è un interprete fondamentale del nostro cinema comico, anche se le sue qualità sono state spesso sprecate in film girati da modesti registi e scritti da pessimi sceneggiatori.

Gordiano Lupi
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