Bologna e Londra: due esempi di biblioteche pubbliche

| gennaio 29, 2012 | 0 Commenti

A cura di Arturo Casalati

A Bologna ci sono due biblioteche pubbliche: la SalaBorsa e l’Archiginnasio, poi ci sono la Cineteca Nazionale e il Mambo, Museo d’Arte Moderna di Bologna. Tutte e quattro, come tutte le istituzioni culturali pubbliche, hanno problemi di bilancio. L’idea per tentare di risolvere questi problemi è molto semplice: la colletta. La stessa cosa è stata fatta, con successo, alla Tate Gallery e al British Museum di Londra e al Museo del Novecento a Milano.
Alla Biblioteca dell’Archiginnasio l’iniziativa è in corso di svolgimento da tempo. Il direttore Pierangelo Bellettini ha dichiarato, a Paola Naldi di Repubblica: “L’iniziativa qui è partita due-tre anni fa e riusciamo a recuperare 2.000-3.000 euro l’anno, utili per fare piccoli restauri”.
Alla Biblioteca della Sala Borsa hanno iniziato da pochi mesi. La responsabile Tiziana Nanni ha dichiarato: “È un’iniziativa per far sentire il pubblico più partecipe, e pur se non riusciremo a coprire con queste offerte un taglio di bilancio del 16 per cento, quello arrivato dal 2010 al 2011, qualcosa possiamo fare. E poi chissà che non arrivi un benefattore generoso”. Il piano di spesa è da fare, ma già circolano idee su dove dirottare i contributi degli aficionados: acquisto di libri, in italiano e in lingua originale, e qualche “laboratorio” in più per i bambini. “Il box delle offerte è allestito da poco – ha continuato la Nanni – e non possiamo fare bilanci, ma attivando un’analoga iniziativa per gli scavi romani, ora accessibili, abbiamo avuto risultati. Con quelle offerte ora riusciamo a tener aperti gli spazi archeologici con la guardiania dei volontari di Auser. Se avremo più soldi faremo migliorie”.
“Dall’esterno è difficile far capire quali sono i reali problemi della biblioteca, quindi vorremmo coinvolgere gli utenti in un dialogo – ha proseguito la Nanni –. Tanti arrivano il lunedì e cadono dalle nuvole scoprendo la biblioteca chiusa. C’è chi si disamora, ma c’è pure chi fa commenti positivi: un turista francese ha scritto sulla nostra pagina di Facebook che andremmo presi ad esempio nel suo paese. Una bella soddisfazione”.
Una risposta positiva ci fu, non molto tempo fa, quando la Cineteca Nazionale lanciò l’idea di una spilletta per sostenere l’istituzione cinematografica, spesso ingiustamente sottovalutata.
Un’altra buona idea è stata quella del Mambo: iscrivendosi a un’associazione si sostiene il Museo d’Arte Moderna di Bologna e si hanno dei vantaggi negli ingressi e negli acquisti al bookshop. È un modo come un altro per non lasciarsi prendere dallo sconforto mentre i fondi pubblici per le istituzioni culturali diminuiscono.
Enrico Franceschini, sulla Repubblica del 15 ottobre 2011, ha scritto: “Metà delle biblioteche inglesi rischiano di chiudere a causa dei tagli alla spesa pubblica decisa dal governo di David Cameron. Una petizione firmata da decine di scrittori, tra cui Alan Bennett, Philip Pullman e Zadie Smith, per impedire la chiusura di una storica biblioteca nel quartiere londinese di Brent, aperta da Mark Twain nel 1900, è stata respinta dall’Alta corte, aprendo la strada a provvedimenti analoghi in tutto il Paese. Ma la battaglia non è conclusa. Al grido di “salviamo le nostre biblioteche, centinaia di persone hanno bloccato gli operai che si preparavano a mettere i sigilli alla Kensal Rise Library, quella inaugurata dall’autore di Tom Sawyer più di un secolo fa; e il comitato degli scrittori ha reso noto che ricorrerà in appello contro la sentenza dell’Alta Corte. I promotori dell’iniziativa calcolano che tra il 20 e il 50 per cento delle biblioteche nazionali potrebbero essere chiuse per problemi di budget, con la perdita di migliaia di posti di lavoro. “Ho praticamente vissuto nella biblioteca del mio quartiere quando ero bambina, dobbiamo impedire lo smantellamento di questa fondamentale istituzione culturale”, commenta Jacqueline Wilson, ex poeta laureato per l’infanzia e una dei firmatari della petizione”.

Arturo Casalati



Commenti (0)

Trackback URL | Comments RSS Feed

Ancora non ci sono commenti.

Lascia un commento