Bllodbuster e Melelli raccontano Tessari: Zorro, Tex e le ultime pellicole fallimentari


A cura di Gordiano Lupi

Zorro (1975) è uno dei tanti film che vedono protagonista il bandito mascherato, vendicatore degli oppressi, ma questa versione di Tessari avrebbe l’ambizione (non riuscita) di essere definitiva. Zorro – Don Diego de la Vega è niente meno che Alain Delon, mentre la sua bella è Ottavia Piccolo, gli altri interpreti sono Stanley Baker, Adriana Asti, Moustache, Giampiero Albertini, Enzo Cerusico. Un tentativo di riportare in voga i vecchio e gloriosi film di cappa e spada che hanno fatto il loro tempo, portato sul grande schermo da un valido artigiano, esperto nelle scene d’azione e abile con le convenzioni dei generi. Il film va bene solo per un pubblico di ragazzini che affolla le sale, decretandone un successo polare  sottolineato dalla parodia Il sogno di Zorro (1975) di Mariano Laurenti, interpretato da Franco Franchi orfano di Ciccio Ingrassia. La storia è trita e risaputa, ma Tessari è bravo nella ricostruzione d’epoca e nella scelta degli interpreti. Girato in Spagna, non convince la critica, ma incanta il pubblico infantile.
La madama (1975) segna una caduta verticale di Duccio Tessari che concede un ruolo da protagonista a Christian De Sica, imbranato agente di polizia che indaga sulla morte di un pregiudicato e si trova alle prese con una banda di contrabbandieri internazionali. Lo tira fuori dai guai niente meno che la CIA. Altri interpreti: Oreste Lionello, Carole André, Tom Skerritt, Ettore Manni, Ines Pellegrini,  Gigi Ballista, Nello Pazzafini. Il soggetto deriva dal romanzo omonimo di Massimo Felisatti e Fabio Pittorru, basato sui personaggi della serie televisiva Qui squadra mobile, già portati al cinema con A tutte le auto della polizia. La sceneggiatura – scritta dal regista insieme a Felisatti, Pittorru e Fabio Veruicci –  trasforma il poliziesco in una sorta di commedia noir che elimina ogni riferimento sociopolitico e non soddisfa neppure i palati di bocca buona. Tentativo non riuscito di lanciare Christian De Sica come nuova stella comica. Musiche di Manuel De Sica. Regia alimentare di Tessari.

Safari Express (1976) si ricorda per il ritorno di Giuliano Gemma in un cast di Tessari e come un buon comico – avventuroso girato in Africa. Interpreti: Giuliano Gemma, Ursula Andress, Jack Palance, Biba, Nello Pazzafini. Gemma è un avventuriero che insieme a una finta suora (la procace Andress) sventa il tentativo di alcuni speculatori che vogliono arraffare importanti risorse naturali africane. Ursula Andress è una bella e misteriosa ragazza senza memoria che diventa amica di un affascinante Giuliano Gemma, impiegato di un’agenzia turistica africana. Jack Palance è il classico cattivo, un perfido olandese che vuole appropriarsi di un giacimento di uranio e tenta di uccidere la ragazza. Quando la Andress ritrova la memoria il gioco è fatto, perché è stata testimone di tutte le malefatte di Palance. Il film non ha pretese e si rivolge a un pubblico di ragazzini. Tessari fa il verso a Barboni, basando il film sulla coppia improbabile alla Spencer – Hill, corretta al maschile – femminile e composta da due miti del cinema avventuroso. Palese l’ispirazione al precedente Africa Express (1975) di Michele Lupo, interpretato da identico cast, con totale replica della formula: scazzottate, personaggi da fumetto, acrobazie…
L’alba dei falsi dèi (1978) è un film sul nazismo che potrebbe rappresentare una riabilitazione di Tessari verso un cinema di impegno civile. Non è così, perché il regista cade nella caricatura fumettistica e semplifica troppo la vicenda per renderla davvero drammatica. Il film è ambientato nella Germania degli anni Venti e racconta le vicissitudini di due ragazzini coinvolti in una serie di delitti da un fanatico nazista. Bernie e Leo sono due adolescenti dediti al furto, cacciati di casa dal padre, che si rifugiano da uno zio. Quando il padre muore i ragazzi tornano a casa. Bernie trascina Leo in una serie di delitti commissionati da un loro ex compagno di scuola plagiato da un ufficiale delle SS. Una pellicola drammatica troppo convenzionale che vorrebbe essere il romanzo di formazione di un’adolescenza perduta. Pino Farinotti è il solo critico italiano ad apprezzare la pellicola, concedendo addirittura tre stelle. Interpreti ottimi: Helmut Berger, Peter Hooten, Umberto Orsini, Lorella De Luca, Kurt Zips, Udo Kier.
Un centesimo di secondo (1981) è uno dei momenti più bassi della carriera di Tessari, un film sportivo con protagonista Gustavo Thoeni, interpretato dallo stesso sciatore e da Mario Cotelli, Antonella Interlenghi, Saverio Vallone, Renato Antonili, Cesare Anzi. Scritto dal regista con Massimo De Rita, fotografia di Cristiano Pogany, musiche di Stelvio Cipriani. Ispirato al grave incidente subito dallo sciatore Leo David. Non l’ha visto nessuno, per fortuna. Patetico e retorico come un lacrima movie uscito fuori tempo massimo. Alcuni discesisti della nazionale si stanno allenando su un percorso molto difficile, quando uno di loro esce di pista e subisce una grave menomazione. Gustavo (Thoeni), nei panni di se stesso, come atleta importante e campione carismatico, tira su il morale dei compagni e li convince ad allenarsi ancora. “Vinceremo e dedicheremo la vittoria al nostro compagno!”, dice. Un centesimo di secondo non sembra neppure un film di Tessari, regista ironico specializzato in western e noir, ma anche in cinema avventuroso dotato di grande ritmo. Il film ufficialmente non esiste, i più noti dizionari non lo citano, non figura nei repertori dell’ANICA di Aldo Bernardini e neppure nelle Segnalazioni del Centro Cattolico cinematografico, anche se schedato nel Filmario dello sport di Bertieri-Casiraghi. Marco Giusti su Stracult ne parla come un “totale disastro mélo sportivo costruito sulle non grandi capacità recitative di Gustavo Thoeni”. Giovanni Buttafava su Il patalogo scrive: “Ovvero l’impossibilità di confezionare un normale film d’azione italiano, specialmente se condito col lievito di una presenza divistica autentica (Gustavo Thoeni), specialmente se girato con questa fretta, con questi attori, con questo gusto cinico del melodramma”. E pensare che il produttore lo lanciava come: “Un film spettacolare, romantico, allegro. Due ore di assoluto divertimento”.
Tex e il signore degli abissi (1985) arriva quattro anni dopo ed è un’occasione perduta per rivitalizzare lo spaghetti-western e per rendere omaggio a un personaggio importante del fumetto italiano come Tex. Torna Giuliano Gemma, icona del Tessari-movie, nei panni di un improbabile Tex, coadiuvato da William Berger (Kit Carson), Carlo Mucari (Tiger Jack), Isabel Russinova, Peter Berling, Flavio Bucci, Gian Luigi Bonelli (il papà del fumetto nei panni dello stregone indiano), José Luis de Villalonga (il dottor Warton). Il film è tratto da una delle storie più belle di Tex, dal taglio fantasy avventuroso, uscita nel 1948 sui fascicoli 101, 102 e 103 del fumetto, scritta da Gianluigi Bonelli e illustrata dal grande Aurelio Galleppini. Sceneggiatura di Gianfranco Clerici, Marcello Coscia, Duccio Tessari e Giorgio Bonelli. Tex sta indagando su un traffico d’armi al confine tra Stati Uniti e Messico quando scopre che una tribù indiana sta progettando una rivolta contro i bianchi. Gli indiani possiedono una pietra fantastica quanto letale che mummifica istantaneamente i corpi. La parte soprannaturale che spesso leggiamo nelle avventure Tex è salva, ma non la suggestione del personaggio che nella trasposizione filmica perde molto del suo fascino. Giuliano Gemma non si cala al meglio nella parte e Tessari non pare consapevole del compito storico di portare al cinema un’icona del fumetto italiano. Il film è un esperimento pilota di una serie che muore sul nascere. Marco Giusti su Stracult lo rivaluta dopo una visione televisiva: “Rivisto oggi è divertente. Funziona anche bene come audience in tv”. Il film viene presentato a Venezia come la risposta italiana a Indiana Jones.
C’era un castello con 40 cani (1990) è l’ultimo film di Tessari uscito sul grande schermo. Interpreti: Peter Ustinov, Roberto Alpi, Salvatore Cascio, Gina Rovere, Delphine Forest, Jean.Claude Brialy. Non si ricorda come un film indimenticabile. Favoletta ecologica che narra la scelta di un manager che si ritira in una villa di campagna dove vive circondato da cani difendendo la natura. Ustinov è un veterinario saggio ed ecologista, Alpi è il manager pentito che lotta contro le speculazioni edilizie. Tratto da un romanzo di Remo Forlani, “un film solo per cinofili”, ironizza Mereghetti. Non sappiamo dargli torto. Pino Farinotti è il solo a rivalutare il film come “una favola moderna di taglio ecologico, ambientata in una Toscana da cartolina”.
Gli ultimi lavori di Tesari sono per la televisione: Il principe del deserto (1990) e Il Gorilla – Bomba nell’oasi (1992).
Il principe del deserto è uno sceneggiato che va in onda ogni martedì dal 19 marzo 1991 su Canale 5, scritto e sceneggiato da Adriano Bolzoni. Tra gli interpreti si ricordano la fascinosa Carol Alt e Kabir Bedi (il Sandokan di Sollima), ma ci sono anche Omar Sharif, Elliot Gould, Peter Sands, Brett Halsey, Stewart Jan Bick, David Flosi, Dilum Nanayakkara, Larry Dolgin, Lee Moore, Ahmed Marey. Il lavoro televisivo gode di ottime scenografie e costumi curate da Luciano Sagoni, ma soprattutto della colonna sonora di Ennio Morricone. Si tratta di una favola esotica in tre puntate ambientata nel deserto marocchino dove l’affascinante Carol Alt si reca alla ricerca del figlio adolescente, rapito dal padre (Bedi) che vuole farlo diventare principe del deserto. Il cast è eccellente ma il discorso che il regista tenta di fare (contrasto tra occidente e mondo arabo) trasuda retorica da ogni fotogramma. Il Gorilla – Bomba nell’oasi è il secondo lavoro televisivo di Tessari, sempre di ambientazione esotica, ma puramente alimentare.
Beyond Justice (1992) è l’ultimo film diretto da Duccio Tessari, scritto da Sergio Donati e Adriano Bolzoni, girato da New York e il deserto marocchino. Non è mai uscito sugli schermi italiani. Possiamo reperire in rete il trailer in lingua inglese di un film avventuroso che ricrea identica ambientazione del televisivo Il principe del deserto. Persino il cast è quasi lo stesso: Rutger Hauer, Carol Alt, Omar Sharif, Elliott Gould, Kabir Bedi, Stewart Bick, David Flosi, Brett Halsey, Peter Sands. Ottime le scene d’azione, perfetta la ricostruzione ambientale, eccellenti le scenografie. Il cast è internazionale.

Gordiano Lupi
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