Bllodbuster e Melelli raccontano Tessari: Il noir ironico e il cinema avventuroso


A cura di Gordiano Lupi

Giuliano Gemma si conferma attore prediletto da Tessari anche nell’insolito film di spionaggio di produzione italo spagnola Kiss Kiss… Bang bang (1966). Bruno Corbucci, Ferdinando di Leo e Duccio Tessari scrivono soggetto e sceneggiatura, condendo la trama avventurosa con un pizzico di ironia. Il cast è quasi identico ai due Ringo: Giuliano Gemma, George Martin, Lorella de Luca, Nieves Navarro, Daniele Vargas. Gemma è un sergente traditore dei servizi segreti che può riabilitarsi  e sfuggire alla pena capitale sottraendo una formula importante al nemico. Per amore… per magia (1967) è una sorta di strampalato musicarello avventuroso scritto da Tessari, Ennio De Concini, Alberto Cavallone e il paroliere Franco Migliacci. Il film sembra realizzato per la televisione, ma il cast è da paura. Gianni Morandi, Rosemarie Dexter, Mischa Auer, Daniele Vargas, Gianni Musy Glori, Harold Bradley, Lorella de Luca, paolo Poli, Tony Renis, Mina, Rossano Brazzi, Sandra Milo. La storia ambienta in tempi moderni La lampada di Aladino, la mette in musica con protagonista Gianni Morandi (Aladino), inserisce una bella figlia del Granduca (Dexter) promessa sposa che va difesa dal cattivo Visconte (Vargas).

Tessari non abbandona la sceneggiatura di pellicole western e avventurose: Dick Smart 2.007 (1967), Un treno per Durango (1967), Dio perdoni la mia pistola (1967), ma ormai la sua strada è la regia, con film di cui è quasi sempre autore.
Meglio vedova (1968) è un mafia-movie di scarso interesse, ma anche una storia d’amore tra un ingegnere inglese e la figlia di un capo-mafia, che porta il primo ad assecondare le regole dell’onorata società. Si tratta di una commedia, in fondo, ma di poche pretese. Regia alimentare di Tessari che dirige Virna Lisi, Peter McEnery, Lando Buzzanca, Jean Servais, Gabriele Ferzetti e Nino Terzo. Ci sono le intenzioni satiriche ma la Sicilia è dipinta in maniera didascalica e il discorso sulla mafia procede per luoghi comuni.
I bastardi (1968)  è uno dei film più citati nelle filmografie di Tessari che dirige un cast stellare: Giuliano Gemma, Klaus Kinski, Margaret Lee, Rita Hayworth, Claudine Auger, Serge Marquand, Umberto Raho. Soggetto e sceneggiatura di Duccio Tessari, Mario Di Nardo ed Ennio De Concini, per un film girato negli Stati Uniti con alcune vecchie glorie americane. Una storia che racconta la spietata vendetta di Giuliano Gemma che dopo una rapina viene tradito dalla sua ragazza (Lee) e dal fratellastro (Kinski) e si ritrova con i tendini della mano destra distrutti. Rita Hayworth è la madre alcolizzata dei due protagonisti. Kinski è perfetto nella parte del fuorilegge cattivo che vuole la donna del fratello e il bottino della rapina. Gemma ucciderà Kinski, ma sarà fatto fuori dalla madre che nonostante tutto amava il figlio peggiore. La critica alta distrugge il film come “un modesto lavoro nella media delle pellicole girate da autori italiani in America e interpretati da vecchie star ormai alla frutta” (Mereghetti), ma tra i critici di bocca buona c’è chi si accontenta e lo ritiene un lavoro che anticipa Tarantino (Marco Giusti) .
Vivi o preferibilmente morti (1969) vede ancora interprete Giuliano Gemma, vero e proprio attore feticcio di Tessari, per un ritorno al western – questa volta farsesco – di produzione italo spagnola che non delude le attese. Tra gli interpreti ricordiamo il pugile Nino Benvenuti, la giovanissima Sidney Rome, Cris Huerta e George Rigaud. Ennio Flaiano è l’autore di questo western insolito che scorre veloce e divertente come una commedia. Tessari è bravo alla regia e con grande mestiere riesce a dare brio alle scene di azione. Gemma e Benvenuti sono i folli protagonisti, due cugini senza un soldo in tasca, che devono incassare un’eredità, cercano di commettere qualche reato ma non ci riescono e finiscono per aiutare la legge. I due cugini sono costretti a una convivenza difficile per sei mesi, come clausola prevista per incassare l’eredità del nonno. La pellicola non piace per niente a Paolo Mereghetti e a Marco Giusti che la demoliscono senza pietà, sia per un soggetto risibile che per la presenza di Nino Benvenuti, a parere di Giusti “capace di rovinare qualsiasi film”. Certo è che Benvenuti non lavorò più…

Quella piccola differenza (1970) è scritto e diretto da Tessari che cambia del tutto genere per dedicarsi a una commedia trash sul cambio di sesso. Al tempo era una cosa scandalosa e infatti il protagonista (Pino Caruso) rimane sconvolto quando apprende che il suo medico si sta per operare, anche perché lui se la spassa tra moglie e amanti. Interpreti di questa commedia prodotta tra Italia e Francia: Juliette Mayniel, Pino Caruso, Victoria Zinny, Carlo Hintermann, Elisabetta De Galleani (Ely Galleani, in uno dei suoi primi ruoli). Secondo Paolo Mereghetti è “un film volgare e approssimativo”, ricco di “battute e situazioni risapute”. Marco Giusti non apprezza Tessari e pure lui ci va giù pesante: “Tessari e Caruso costruiscono il film sulla nevrosi dell’uomo e tutto diventa di una noia mortale”.  Non è un capolavoro, ma preso come commedia senza pretese si guarda ancora con piacere.

Gordiano Lupi
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