Arte

De Goncourt: “Imparare a vedere, è il tirocinio più lungo in tutte le arti”.

Concorsi

Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni. Eleanor Roosevelt

Esoterismo

“Aprire una porta, offrire agli uomini la possibilità di penetrare nell’interiore attraverso l’esteriore”

Noir

Il giallo è la storia raccontata dai buoni. Il noir è la storia raccontata dal punto di vista criminale…

Storia

La storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita, nunzia dell’antichità.

Home » Recensione

Babsi Jones: Sappiano le mie parole di sangue

16 gennaio 2008 | 500 viewsCommenta

a cura di Giuseppe Iannozzi

Titolo: Sappiano le mie parole di sangue
Autore: Jones Babsi
Prezzo: € 16,50
Dati: 2007, 259 p., brossura
Editore: Rizzoli (collana 24/7)

troppe parole per un lavoro che è meno di un post-it decapitato
“Sappiano le mie parole di sangue”, Babsi Jones: il libro dire che è pessimo è poco. Molto meglio, e più istruttivo, leggere uno dei tanti diari di Liala: soldi molto meglio ben spesi che non questa scrittura sfilacciata, impossibile, che porta al nulla assoluto. Diaristico? Magari, sarebbe già un risultato. Solamente degli appunti, per giunta scritti male, come dei post-it decapitati o amputati, e messi sotto il titolo “Sappiano le mie parole di sangue”. Non un diario ombelicale, nemmeno uno zibaldone della peggior fattura. Oramai però ho smesso di chiedermi perché mai si pubblicano simili immani panzane. La risposta la porta, la risposta la sa il vento…
Però wow! Finalmente Liala si è reincarnata. E l’ha fatto con un nome di serpente piumato, Babsi Jones. Mon Dieu, non se ne può più di simili pubblicazioni tirate per le orecchie – rigorosamente d’asino -, con il naso lungo per giunta. E che dire degli impossibili quanto divertentissimi paragoni fra Babsi Jones e Virginia Woolf avanzati da Giuseppe Genna? Da rimanerci secchi: Babsi come la Woolf?! Ma dove siamo di casa? A Collegno? Per farla breve, una “cosetta” impubblicabile. Eppure “Sappiano le mie parole…” è stato pubblicato. E poi mi si viene a dire, con ostinazione perniciosa, che l’editoria non è malata.
Davvero non c’è molto altro da dire, tranne che per arrivare alla fine del pastrocchio anti-leopardiano e anti-shakesperiano, mi sono dovuto fare violenza, una violenza fisica per riuscire a tenere gli occhi aperti e non slogarmi la mascella per via dei tanti sbadigli. Sono ancora devastato nel corpo e nell’anima.
Leggete Liala, soldi molto meglio ben spesi.

di Giuseppe Iannozzi

Popularity: 2% [?]

  • Share/Bookmark

Leave your response!

Add your comment below, or trackback from your own site. You can also subscribe to these comments via RSS.

Be nice. Keep it clean. Stay on topic. No spam.

You can use these tags:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled weblog. To get your own globally-recognized-avatar, please register at Gravatar.