Audiolibri: Il Giocatore di Fedor Dostoevskij
A cura di Katia Ciarrocchi
Dove la passione diventa possessione
Infilo le cuffiette e lascio che Il Narratore audiolibri mi accompagni attraverso una nuova avventura: Il Giocatore di Fedor Dostoevskij.
Dostoevskij si è sempre definito un intellettuale plebeo, limita le componenti di “classe” dei suoi personaggi, descrivendo un mondo in cui “regnano” rapporti puramente spirituali. Scrittore di eccezionale laboriosità, riprende, approfondendolo ed esasperandolo, il motivo della «doppiezza» psicologica e della spaccatura tra l’essere e il sembrare dell’ io. Incline alle situazioni estreme, le sue indagini si affacciano su verità psicologiche che esulano dallo scientismo ufficiale del naturalismo contemporaneo, scoprendo nell’uomo aspetti allucinanti e demoniaci che apparvero “esagerati” ai lettori occidentali abituati a una tradizione di “decoro”.
Scrive Il giocatore, in un mese circa, dall’ottobre al novembre 1866, sembra che il maestro russo si fosse indebitato fino al collo proprio a causa di una disastrosa perdita al gioco.
L’ossessione della roulette, che nella Russia di Dostoevskij rappresentava un serio problema per la gente del popolo, che si rovinava con grande facilità tra i fumi della vodka per dimenticare una condizione sociale ormai insopportabile, rivive nel romanzo con sopraffina ironia.
Dostoevskij sviscera il gioco d’azzardo in tutte le sue forme con i diversi tipi di giocatori, dai ricchi nobili, ai poveretti che si giocano tutti i loro averi, passando per i tipici ladri dei casinò che si attaccano come sanguisughe sui poveri giocatori troppo inesperti perché comprendano il meccanismo. Ma nel dentro c’è una meravigliosa panoramica delle diverse peculiarità delle popolazioni europee: la severità del barone tedesco, la vanità del conte italiano, il ricco gentleman inglese e il francese manipolatore…
Il giocatore è l’esempio di come dramma e comicità si mescolino straordinariamente, buffa e simpatica compagnia al seguito del generale come tutti i personaggi del romanzo, Dostoevskij ne è maestro incredibile e in questo romanzo lo mette in risalto permettendo al lettore di ridere mentre si trova stravolto dai tristi avvenimenti capitati, non a caso, ai personaggi; perché quello che si ripete né Il giocatore è la vicenda di tutti i drammi: la persona è annientata, svuotata, ridotta in miseria, non c’è più via di scampo per il giocatore, ormai “Posseduta” dal demone del gioco. Dostoevskij mostra i pensieri, le inquietudini, le debolezze che portano una persona a perdersi in una passione che diviene possessione, quale quella del gioco.
Devo ammettere che è stato mirabile il narratore Luigi Marangoni, che da la voce all’audiolibro. Ha interpretato i personaggi de Il giocatore con toni e inclinazioni perfettamente aderenti al romanzo. Un plauso per il lavoro svolto da tutta la redazione IlNarratore, non credo sia cosa facile dar voci aderenti a romanzi, soprattutto romanzi che hanno personaggi delineati psicologicamente come solo Dostoevskij riesce a scrivere.
Titolo: Il Giocatore
Autore: Dostoevskij Fëdor
Voce narrante: Marangoni Luigi
Durata: 5h 45’
Anteprima audio: clicca qui per ascoltare
Copyright audio: il Narratore audiolibri
ISBN: 978-88-88211-66-4
Supporto: 1 CDMP3 (versione integrale)
L’autore: Fedor Dostoevskij. Lo scrittore russo Fedor Mikhailovic Dostoevskij nasce a Mosca il giorno 11 novembre 1821, secondo di sette figli. Il padre Michail Andreevic (Michajl Andrevic), di origine lituana, è medico e ha un carattere stravagante nonchè dispotico; il clima in cui cresce i figli è autoritario. Nel 1828 il padre è iscritto assieme ai figli nel “libro d’oro” della nobiltà moscovita.
La madre Marija Fedorovna Necaeva, proveniente da una famiglia di commercianti, muore nel 1837 a causa della tisi: Fedor viene iscritto alla scuola del genio militare di Pietroburgo, pur non avendo nessuna predisposizione per la carriera militare.
Nel 1839 il padre, che si era dato al bere e che maltrattava i propri contadini, viene ucciso probabilmente da questi ultimi.
Con il suo carattere allegro e semplice la madre aveva educato il figlio all’amore per la musica, la lettura e la preghiera.
Gli interessi di Fedor sono per la letteratura e, terminati gli studi di ingegneria militare, abbandona questo settore rinunciando alla carriera che il titolo gli offrirebbe; i pochi soldi che possiede sono il ricavato dei suoi lavori di traduzione dal francese.
Lotta contro la povertà e la salute cagionevole: inizia a scrivere il suo primo libro, “Povera gente”, che vede la luce nel 1846 e che avrà importanti elogi critici. Nello stesso periodo conosce Michail Petrasevkij, convinto sostenitore del socialismo utopistico di Fourier, conoscenza che influenza la stesura del suo primo lavoro.
Nel 1847 si manifestano gli attacchi epilettici di cui lo scrittore soffrirà per tutta la vita.
Dostoevskij inizia a frequentare i circoli rivoluzionari: nel 1849 viene arrestato e imprigionato nella fortezza di Pietro e Paolo con l’accusa di cospirazione; si ritiene che faccia parte di una società segreta sovversiva guidata da Petrasevskij. Dostoevskij viene condannato insieme ad altri venti imputati alla pena di morte mediante fucilazione. E’ già in posizione per la propria esecuzione quando giunge un ordine dell’imperatore Nicola I che cambia la condanna in quattro anni di lavori forzati. Dostoevskij parte così per la Siberia.
La dura esperienza lo segna fisicamente e moralmente. Terminata la pena viene mandato a Semipalatinsk in qualità di soldato semplice; dopo la morte dello zar Nicola I diventerà ufficiale. Qui conosce Marija, già moglie di un compagno; si innamora di lei: la sposerà nel 1857 quando questa rimarrà vedova. Per motivi di salute nel 1859 Dostoevskij viene congedato e si trasferisce a Pietroburgo.
Torna così alla vita letteraria: durante l’estate inizia a scrivere il suo secondo romanzo, “Il sosia”, storia di uno sdoppiamento psichico. Il lavoro non raccoglie il consenso del primo romanzo; nel novembre succesivo scrive, in una sola notte, “Romanzo in nove lettere”.
Fedor Dostoevskij muore il 28 gennaio 1881, in seguito ad un peggioramento dell’enfisema polmonare di cui è affetto. La sua sepoltura, nel convento Aleksandr Nevskij, è accompagnata da una folla immensa.
Tra le sue opere più note vi sono “Delitto e castigo”, “L’idiota”, “Il giocatore”, “I fratelli Karamàzov”.
(Fonte: Biografieonline)
Il Narratore: Luigi Marangoni è attore e regista. Si diploma alla Bottega Teatrale di Vittori Gassman e da subito è protagonista di spettacoli di autori classici e contemporanei, collaborando con Teatri Stabili e Compagnie di Teatro di Ricerca. Partecipa a numerosi reading poetici e conduce seminari sul dire la poesia, presso teatri e scuole. Nel 2010 fonda dinamiciteatri, con cui concepisce quattro filoni di ricerca e creazione teatrale.
Per il Narratore audiolibri ha letto I dolori del giovane Werther di Goethe, L’isola del tesoro di Stevenson, Il ritratto di Dorian Gray di Wilde, Il giocatore di Dostoevskij, Le tigri di Mompracem di Salgari.
Katia Ciarrocchi















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