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Pittura, immagini, digiart e parole

La pittura è un piano coperto di campi di colori, in superficie o di tavola o di muro o di tela, intorno a diversi lineamenti, i quali per virtú di un buon disegno di linee girate circondano la figura. Questo sí fatto piano, dal pittore con retto giudizio mantenuto nel mezzo chiaro e negli estremi e ne’ fondi scuro et accompagnato tra questi e quello da colore mezzano tra il chiaro e lo scuro, fa che, unendosi insieme questi tre campi, tutto quello che è tra l’uno lineamento e l’altro si rilieva et apparisce tondo e spiccato. [...]” Espedienti espressivi “Secondo una definizione intuitiva, l’inconscio è l’insieme di quegli aspetti della mente che non sono accessibili alla coscienza. In questo senso si può parlare di meccanismi inconsci, in quanto si suppone che esista una “fabbrica” dei pensieri e delle idee che noi non conosciamo. Ma si può parlare anche di idee inconsce e di fantasie inconsce. Si suppone che ci sia un mondo dietro lo specchio: da una parte il mondo che c’ è accessibile, il mondo dei fenomeni che è percepito dalla nostra coscienza; dall’altra parte dello specchio una specie di doppio, in cui esistono altre idee, altri pensieri, altre immagini, altri ricordi ” ( G. Jervis ) La dimensione inconscia dell”animo umano, ha da sempre influenzato i linguaggi espressivi. Pittori, narratori, poeti hanno saggiato, nel tempo, le ipotesi ricreando momenti fortemente marcate da ansie, angosce, incubi, fobie. Psicosi come costruzione di un mondo sottratto al principio di realtà, uno “scrigno psicotico”,come lo definisce Freud nel trattato

La perdita di realtà nella nevrosi e nella psicosi”, “una sorta di autocensura della psiche a riconoscere, far emergere, dare significato a idee, ricordi, fantasie, desideri e pulsioni del nostro passato. Tali elementi continuano ad agire profondamente e segretamente dentro di noi, ma restano preclusi alla nostra coscienza. Essi si manifestano nei momenti di minor controllo della nostra ragione: ad esempio nei sogni, nelle visioni, ma anche attraverso gli atti mancati, i lapsus, i caratteri originali dei nostri atteggiamenti e del nostro linguaggio” Gli “Espedienti espressivi” usati da artisti per rappresentare la propria esperienza psicotica, allucinatoria sono di impatto sicuro per l’osservatore esterno che la rivive attraverso la visione o la lettura di una determinata opera.

* Caravaggio, la luce e l’ombra
* Ando Gilardi “Morire di coppia
* Lucia Verrina – Toby
* Miriam Ravasio: l’impulso ribelle diventa un “grido”
* Giovanni Marrozzini – Raccontare l’umanità dando potenza alle emozioni
* Jacek Yerka
*Parchi d’Africa: Fotografie di Gianni Maitan
* La Parigi di Fifax
* Graffiti writing: Banksy
* Roberto Matarazzo
* Osvaldo Licini: Errante, erotico, eretico.
* Mario Ughi

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