Arrivò il gelo


Arrivò il gelo

Arrivò il gelo di colpo, si oscurò il cielo
La porta si chiuse alle tue spalle,
si spense il fuoco, calarono le tenebre,
senza dire una parola te ne andasti via.
Arrivò il gelo nel mio cuore, vidi i tuoi
occhi limpidi diventare di ghiaccio.
Senza voltarti indietro te ne andasti,
arrivò il gelo.
Ci fu un ingorgo di pensieri e
fiamme che non scaldavano la notte.
Fiamme che ingigantivano
le mie angosce, si allungavano i pensieri
cupi, le notti erano lunghe,
popolate di immagini del tuo volto.
Arrivò il gelo, ero solo, non mi bastò la musica.
Arrivò il gelo nelle mie dita.
Invidiai la tua ombra,
perché poteva starti a fianco;
fui geloso del vento perché
poteva accarezzarti i capelli;
andai a guardare il mare in tempesta,
come me, si tormentava .
C’era freddo ed ero fragile, debole.
Aspettai che sorgesse il sole,
attesi il timido raggio di luce
mi portasse un nuovo giorno, un altro
giorno senza te.
Il primo passo nel gelo di una storia finita.

Maria Grazia Armone

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