Appuntamento a Ischia di Mario Mattòli


A cura di Gordiano Lupi

Appuntamento a Ischia è il film che lancia nel mondo del cinema Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, grazie a Domenico Modugno, che li vuole in un lavoro costruito su misura per il suo personaggio, e a Mario Mattòli, che intravede grandi doti comiche nella coppia sicula. La pellicola è un musicarello di grande qualità tecnica impostato sulle voci di Modugno e Mina che cantano i loro successi, ma resta ancora oggi un film ben scritto e sceneggiato che si segue con piacere. Mimmo Rotunno (Modugno) è un cantante vedovo di successo che vorrebbe sposarsi in seconde nozze con Mercedes (Christian), ma la figlia Letizia (Gazzoni) fa di tutto per impedire il matrimonio, aiutata da Carletto (Croccolo) e dal pianista (De Vico). Letizia non approva la nuova compagna del padre, conosce per caso la bella Mirella (Lualdi), fidanzata insoddisfatta di Paolo (Ferrari), un borioso direttore d’orchestra, e la fa incontrare con il babbo perché tra i due scocchi la scintilla amorosa. Finge una malattia che va curata con aria di mare, fa modificare i piani del padre che accetta una serie di spettacoli a Ischia, dove Mirella è in vacanza. Letizia muove i fili del loro incontro in una caletta da innamorati, per farli conoscere e unire per sempre in matrimonio. Il piano della ragazzina va a buon fine, nonostante la punizione per aver esagerato, perché il film si conclude con la nuova famiglia felice che parte a bordo di una spider rossa salutando un collegio di monache.
Appuntamento a Ischia si caratterizza come commedia garbata, all’americana, un lavoro tipico di Mattòli, che inserisce qualche leggero elemento erotico: le gambe della Lualdi e della Christian, in costume da bagno, e uno spogliarello appena accennato da Yvette Masson. Molte canzoni di Modugno e Mina ne fanno un musicarello, ma insolito, perché la presenza dei cantanti è funzionale alla storia. Mattòli è un grande direttore di attori e si circonda di grandi professionisti. Maria Letizia Gazzoni è bravissima, una vera bambina prodigio che imperversa nella storia, quasi da protagonista, Carlo Croccolo è il bonaccione Carletto, coadiuvato da Pietro De Vico, chiamato a prendersi cura di lei, ma che finisce per diventare succube dei suoi imbrogli. Molto affascinanti Antonella Lualdi e Linda Christian che si contendono il bel cantante Domenico Modugno, mentre Paolo Ferrari è un perfetto snob che ama la musica classica e disprezza (a parole) le canzoni popolari. Nel cast notiamo le rapide apparizioni di Pippo Franco, nell’orchestra di una giovanissima Mina, e di Franco Califano, in quella di Modugno.
Ottima l’ambientazione romana e la fotografia a colori, sia la parte iniziale girata allo zoo, tra le gabbie degli animali, che alcune sequenze in Piazza Navona, San Pietro e al Palatino. Gianni Ferrio scrive un commento musicale a tutto film secondo la moda del tempo e arricchito da intermezzi canori. Modugno s’inventa una canzone che non inciderà mai: Papà non vuol sposarsi, dedicata alla figlia, e questo film è l’unico modo per apprezzarla ancora. Notevole la parte onirica che vede protagonista Antonella Lualdi, indecisa tra il direttore d’orchestra e l’amore per il cantante pop, che alla fine cade tra le braccia dell’urlatore. Quando l’azione passa a Ischia la fotografia è ancora più suggestiva, tra faraglioni, scogliere, lungomare, night dove si canta e si balla. Mina entra in gioco in questo segmento, nella parte di se stessa che deve interpretare un carosello e cantare in un locale. La seconda parte del film è ricca di musica, tutta ad alto livello, da Resta cu’ mme a Il cielo in una stanza. Arrivano finalmente Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, che interpretano un segmento breve ma efficace nei panni di due contrabbandieri scoperti dalla polizia in mezzo  a diversi scatoloni di sigarette. Il leitmotiv della loro incursione è la frase: “Garantisco io!”, pronunciata da Ciccio più volte, ancora imbrigliato nel ruolo del mamo, mentre Franco è il furbo della coppia. “Vi abbiamo presi con le mani nel sacco!”, dice il brigadiere. “Siamo due disgraziati! Non sapevamo cosa c’era negli scatoloni. Se erano sacchi li aprivamo, ma le scatole non potevamo. Per ladri ci prendevano”, risponde Franco. Non è ancora arrivato Lucio Fulci a definire bene i ruoli. In caserma Franco chiede l’autografo a Modugno e vuol sentire L’uomo in frak (“Mi fa piangere, è una bella canzone”). Caratteristica ben definita è il siculo accentuato che nel corso dei film successivi si definirà con una recitazione più sciolta. In ogni caso la loro presenza non passa inosservata ed è l’inizio della scalata al successo.
La critica non è tenera con Mattòli, regista che avrebbe meritato altre stagioni cinematografiche e una diversa stirpe di recensori. Paolo Mereghetti concede una misera stella: “Una storia che è solo un pretesto per alcune esibizioni canore di Modugno e di Mina che interpreta se stessa. Nella parte di due contrabbandieri esordiscono Franchi e Ingrassia, mentre Pippo Franco è un chitarrista”. Conferma il giudizio Pino Farinotti: “Film semi-musicale che impiega i divi della canzone del momento e che sembra realizzato anche allo scopo di far conoscere al grande pubblico le bellezze dell’arcipelago partenopeo”. Morando Morandini è più vicino alla nostra impostazione (due stelle di critica e tre di pubblico): “Commedia turistico – musicale che ebbe la sua carta vincente nell’esordio della coppia Franchi – Ingrassia: il numero dell’orazione funebre è strepitoso”. Non abbiamo visto nessuna orazione funebre in questo film, ma ci sta che il noto critico si confonda, d’altra parte il cinema di genere non è il suo forte…
Il debutto di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia assicura una grande partenza, tanto e tale è il favore del pubblico, il loro unico torto è quello di firmare un contratto capestro con Domenico Modugno, che scioglieranno dopo la partecipazione gratuita a Tutto è musica. In ogni caso, le dichiarazioni della coppia comica rendono sempre merito a Modugno e a Mattòli di averli scoperti e lanciati.

Regia: Mario Mattòli. Soggetto e Sceneggiatura, Vittorio Metz, Roberto Gianviti. Montaggio: Adriana Novelli. Aiuto Regista: Gabriele Palmieri. Fotografia: Roberto Gerardi, Marco Scarpelli. Costumi: Vera Marzot. Scenografia: Flavio Mogherini. Musiche: Gianni Ferrio. Produzione: Serena Film. Direttore di Produzione : Romano Dandi. Interpreti: Domenico Modugno, Antonella Lualdi, Paolo Ferrari, Maria Letizia Gazzoni, Carlo Croccolo, Linda Christian, Yvette Masson, Elsa Vazzoler, Ugo D’Alessio, Pietro De Vico, Alberto Talegalli, Mario Castellani, Carlo Taranto, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Mimmo Billi, Mina (Anna Maria Mazzini), Pippo Franco, Franco Califano, Alberto Sorrentino, Toni Ucci, Ughetto Bertucci. Canzoni di Mina, che interpreta la parte di se stessa: La nonna Magdalena (Pallavicini – Nisa – Massara), Il cielo in una stanza (Gino Paoli), Una zebra a pois (Lelio Luttazzi). Canzoni di Domenico Modugno (Mimmo Rotunno, un suo alter ego): Resta cu’ mme (Verde – Modugno), Vecchio frak (Modugno), Notte di luna calante (Modugno), Don Fifì (Modugno), Sul ponte di Bassano. Il cantante accenna il motivetto di Sì, sì, sì e de La donna riccia, ma canta pure l’inedito Papà non vuol sposarsi, Produzione negli stabilimenti Titanus. Eastmancolor Tecnostampa in Totalscope.

Per vedere il film completo, scaricato dal vecchio Happy Channel:
http://www.youtube.com/watch?v=6xJJ_0a0kBc

Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi
www.gordianol.blogspot.com
http://cinetecadicaino.blogspot.com/

 

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