Animali in libertà
Favole, Leggende, mitologia a cura Simone
C’erano una volta tre principi che dovevano provvedere a loro stessi ed alla loro sorellastra. Un giorno se ne andarono a caccia in una grande foresta, sperando di trovarvi la loro fortuna e riuscirono a procurarsi strani amici. Infatti si imbatterono in una lupa grigia con tre lupacchiotti. Tesero l’arco per ucciderli, ma la lupa disse:
- Non ci uccidete ed io regalerò ad ognuno di voi uno dei miei cuccioli. In questo modo vi conquisterete degli amici buoni e leali.
I principi continuarono per la loro strada e poco dopo si imbatterono in una volpe rossa e tre volpacchiotti. Tesero l’arco per ucciderli, ma la volpe disse:
- Non ci uccidete ed io regalerò ad ognuno di voi uno dei miei cuccioli, in questo modo vi conquisterete degli amici buoni e leali.
I principi continuarono a camminare ma dietro ad essi trotterellavano tre lupacchiotti grigi e tre volpacchiotti rossi. Subito dopo incontrarono una leonessa dorata con tre leoncini. Tesero anche questa volta l’arco per ucciderli, ma la leonessa disse:
- Non ci uccidete ed io regalerò ad ognuno di voi uno dei miei cuccioli. In questo modo vi acquisterete amici buoni e leali.
I ragazzi continuarono per la loro strada, ma dietro ad ognuno di essi trotterellavano un lupacchiotto grigio, un volpacchiotto rosso e un leoncino dorato.
Verso sera giunsero in un posto dove il sentiero della foresta si divideva in tre. Presso le diramazioni si ergeva un alta betulla. Il maggiore dei principi mise una freccia nell’arco e la scagliò nel tronco dell’albero dicendo: – Ognuno di noi lanci una freccia nell’albero e vada in cerca di fortuna per una strada diversa. Quando uno dei tre ritornerà in questo posto, guardi le frecce conficcate nel legno. Se dalla fessura lasciata nel tronco scorrerà il latte, vorrà dire che chi aveva lanciato la freccia è vivo e sta bene; se invece scorrerà sangue, vorrà dire che chi ha lanciato la freccia è in pericolo.
Quando le frecce furono conficcate nell’albero, i tre principi si volsero alla sorellastra e le dissero:
- Sorella, con quale di noi vuoi venire ? – Essa rispose: – Con il maggiore.
Così i fratelli andarono ciascuno per la propria via e la sorellastra seguì il fratello maggiore. Dietro ad ogni principe trotterellavano sempre un lupo grigio, una volpe rossa, e un leone dorato.
Quando gli animali furono diventati grandi, avvenne che il maggiore dei principi e la sorellastra giungessero di notte ad un sontuoso castello nel quale abitavano alcuni briganti della peggior sorta. Costoro aprirono le porte del castello, pensando di aggredire ed uccidere i loro ospiti. Ma il lupo, la volpe e il leone si precipitarono dentro ed sbranarono tutti i furfanti che lo abitavano. Il principe allora prese possesso del castello e di tutti i suoi tesori. Gettò i cadaveri dei briganti in una cella oscura e ne chiuse l’uscio, dicendo alla sorellastra:
- In questo castello sei padrona di recarti dove vuoi, ma ricordati di non entrare mai in questa stanza.
Non appena il principe girò la schiena, però, essa entrò nella stanza proibita e vi trovò il peggiore dei malviventi che era solo ferito, invece che morto. Egli le disse:
- Non aver paura ! Fa’ quel che ti dico, e sarò tuo amico. Sposami e sarai più contenta e più potente che non con tuo fratello. Prima di tutto però devi andare di nascosto nell’armadio che si trova nel salotto e devi portarmi le tre boccette che vi troverai. Se mi metto l’unguento che si trova nella prima, le ferite si rimargineranno. Se bevo un po’ di medicina contenuta nella seconda, mi sentirò subito bene come prima, e se bevo un po’ di elisir che si trova nella terza sarò forte come non lo sono mai stato.
La donna fece quello che il brigante le chiedeva, perché non voleva bene al fratellastro e non chiedeva di meglio che sbarazzarsi di lui. Quando il brigante fu guarito e si sentì abbastanza forte, le disse:
- Va’ ad aspettare tuo fratello. Quando torna dalla foresta con i suoi tre animali, digli: “Fratello, so che tu sei molto forte, ma per darmene la prova, lascia che ti leghi i pollici dietro la schiena e mostrami con quanta facilità puoi spezzarla e liberarti”. Se non riuscirà a slegarsi, chiamami.
La sorellastra fece come le aveva detto il brigante. Ma quando ebbe legato i pollici del fratello dietro alla schiena, egli spezzò la corda di seta con un solo strattone e disse:- Sorella, questa corda non è abbastanza forte per tenermi legato.
Il giorno dopo, quando tornò dalla foresta, ella gli legò i pollici con una corda ancora più resistente. Il principe però spezzò anche questa, sebbene con minore facilità, e le disse: – Sorella, anche questa corda non è abbastanza forte per tenermi legato.
Il terzo giorno, la sorellastra seguì di nuovo il consiglio del brigante, ma questa volta preparò una corda resistentissima. Poi legò i pollici del principe ed gli, per quanto tentasse, non riuscì assolutamente di romperla. Allora disse: – Sorella, questa volta la corda è troppo solida anche per me. Vieni, slegami, ora che hai misurato la mia forza.
La donna allora chiamò il brigante e questi sopraggiunse di corsa agitando un coltellaccio con il quale voleva uccidere il prigioniero.
Il principe chinò il capo e parlò così:
- Abbi pazienza un momento ed esaudisci l’ultimo desiderio di un morente. Avvicinami alle labbra il mio fido corno da caccia, perché possa suonarlo tre volte, per dare addio alla foresta nella quale ho vagato tanto spesso.
Il brigante assentì e lo accontentò. Quando questi suonò la prima volta, si svegliò la volpe nel suo giaciglio e seppe che il padrone era in pericolo, quando suonò la seconda volta si svegliò il lupo e balzò in piedi allarmato, la terza volta si svegliò il leone che mandò in briciole il suo recinto con un sol colpo di zampa . Tutti e tre si precipitarono nella stanza dove il brigante stava con il coltello in mano, pronto ad uccidere il principe. Mentre la volpe tagliava con i denti la corda che gli legava i pollici e il lupo teneva a bada la sorellastra, il leone uccise e si mangiò il brigante. Non appena fu libero, il principe si rivolse alla sorellastra dicendo:
- Non ti ucciderò, ma ti lascerò qui perché tu ti penta. – La incatenò al muro, con una gran catino dinanzi e aggiunse: – Starai qui, fino a quando non avrai riempito di lacrime questo secchio.
Poi partì di nuovo con i suoi tre bravi animali alle calcagna e giunse in un paese dove tutti sembravano in lutto.
- Perché siete così addolorati ? – chiese il principe.
- Santo cielo ! – gli risposero – La nostra beneamata principessa, l’unica figlia del nostro re, deve essere offerta oggi in pasto ad un terribile drago con nove teste.
- Non sarà mai ! – esclamo il principe. – Sono forte e la salverò. – Così detto, si avviò verso la riva del mare, dove doveva giungere il drago per prendersi la principessa e si nascose dietro le rocce con i suoi tre compagni. Sopraggiunse un corteo di gente in lacrime che lasciò la principessa tutta sola sulla spiaggia, in attesa del drago. Ella non dovette attendere molto perché presto il mare si gonfiò in lontananza e da esso emersero le nove teste del mostro. Allora il principe sussurrò poche parole ai suoi bravi animali e si preparò ad agire.
Quando il drago raggiunse la riva e la principessa gridò dal terrore, la volpe, il lupo ed il leone balzarono in avanti. Appena ebbero raggiunto l’orlo del mare si volsero improvvisamente e con le loro code cominciarono a schizzare d’acqua salata in ognuno dei diciotto occhi del drago. Il mostro esitò, accecato e sorpreso e, proprio in quel momento, il principe si precipitò in avanti e con nove fendenti ben assestati tagliò tutte le teste del drago, mentre i suoi compagni animali ne sbranavano il corpo. La principessa si gettò nelle braccia del principe e gli dette un anello e la metà del fazzoletto, come pegno che non avrebbe sposato nessun’altro che lui. Poi lo condusse lontano dalla spiaggia, dove la sua carrozza era in attesa, e gli disse:
- Monta accanto a me ed andremo al palazzo di mio padre. Là ci sposeremo, perché egli ha promesso la mia mano in ricompensa a chiunque mi avesse salvata uccidendo il drago.
Per la strada, però, il cocchiere ed il lacchè si misero a complottare e dissero:
- Perché mai dobbiamo portare al palazzo questo straniero ? Uccidiamolo e facciamo finta di aver abbattuto noi il drago: poi uno di noi due potrà sposare la principessa.
Così dettero un colpo in testa al principe e lo gettarono in un fosso. Quando i tre animali ebbero finito di mangiare il drago, si misero sulle tracce del loro padrone e trovarono il suo corpo nel fossato. Allora discussero sul da farsi ed alla fine il leone uccise un bue e lo lasciò in un campo con la volpe a guardia. Sopraggiunse un corvo per cibarsi della carne di bue, la volpe gli saltò addosso e lo portò con cautela al leone, che stava vicino al lupo a guardia del corpo del principe. Il leone disse al corvo:
- Non ti uccideremo se volerai al castello dei briganti e ci porterai le tre boccette con l’acqua miracolosa.
Il corvo volò via, e quando fu di ritorno, tre gocce del liquido miracoloso guarirono il principe e lo resero sano e forte come prima. Egli partì subito per il palazzo del re, dove fece appena in tempo a mostrare l’anello e il mezzo fazzoletto della principessa come prova di averla salvata. La sposò quello stesso pomeriggio, mentre il lacchè ed il cocchiere si ritrovarono incatenati in una delle celle più oscure della prigione.
Ma le avventure del principe non erano ancora terminate, perché il giorno dopo, egli si incamminò con i suoi animali nel bosco vicino al palazzo e perse misteriosamente la strada. L’oscurità calò all’improvviso ed essi vagarono fino a quando non scorsero un fuoco. Presso il fuoco v’era una vecchia che riuniva i ramoscelli e foglie secche. essa disse loro:
- Aiutatemi a raccogliere qualcosa per alimentare il fuoco ed io vi insegnerò la strada per tornare al palazzo.
Non appena il principe e gli animali ebbero toccato i ramoscelli, furono trasformati in pietre piatte e levigate: la vecchia infatti non era altri che una strega un po’ dispettosa.
Quella notte stessa, il secondo dei due fratelli del principe tornò all’albero deve erano rimaste conficcate le tre frecce. Era troppo buio per vederle e così egli dormì lì vicino, per terra. La mattina dopo vide che dalla freccia lasciata nell’albero dal maggiore dei fratelli scorreva del sangue ed esclamò: – Mio fratello è in pericolo ! – E con i suoi tre animali si mise subito in cammino. Ben presto giunse alla città dove il principe aveva salvato la principessa dal drago. Nel vederlo insieme ai suoi animali, tutti, persino il re, pensarono che si trattasse del principe che già conoscevano. Ma la principessa si accorse che non era lui e lo mandò nel bosco a cercare il suo sposo. Egli si addentrò con i suoi tre animali e giunse dove la vecchia stava radunando foglie e ramoscelli secchi presso al fuoco.
- Aiutatemi a raccogliere stecchi per alimentare il fuoco – gli chiese – ed io ti aiuterò a ritrovare il principe.
Non appena il giovane e gli animali ebbero toccato i ramoscelli furono trasformati anch’essi in pietre piatte e levigate.
Quella stessa notte il minore dei tre fratelli dormì sotto l’albero della foresta. La mattina dopo, nel vedere il sangue che scorreva dalle frecce degli altri due, esclamò: – I miei fratelli sono entrambi in pericolo! – e si precipitò lungo la strada seguito dai suoi tre animali finché non giunse al palazzo. Anche lui fu accolto a braccia aperte dal popolo del re che lo cedettero il principe perduto. Ma la principessa s’accorse che egli non era suo marito e lo mandò nel bosco a cercarlo. Il giovane s’inoltrò tra gli alberi, ma ben presto si fermò e appoggiò a terra l’orecchio. Sentì in lontananza un mormorio, come se lo stessero chiamando i suoi fratelli e le loro bestie e il mormorio sembrava provenire da un fuoco dove una vecchia radunava foglie e ramoscelli secchi. Essa gli disse:
- Aiutami a radunare stecchi alimentare il fuoco ed io ti aiuterò a ritrovare i tuoi fratelli.
Ma il giovane ribatté: – Ho un amico che lo farà per me – Non aveva finito di parlare che già la volpe aveva cominciato a radunare i ramoscelli con le zampe, ma appena li ebbe toccati, fu trasformata in una pietra piatta e liscia.
- Tu sei la strega che hai non solo stregato i miei fratelli, ma anche la mia sorellastra che, da quel che so, ha già versato più di tre catini di lacrime amare. Restituiscimi i miei cari subito o ti farò sbranare dal leone !
La strega ebbe paura, gettò della polvere sulle pietre ed un momento dopo i tre principi ed i loro animali si potevano riabbracciare. Anche la sorellastra, tre miglia lontano, smise di piangere e si precipitò a riabbracciare i suoi fratelli mentre strega la strega stava svanendo con il fumo del suo fuoco per andar a far dispetti altrove.
Il principe, i suoi fratelli, e i loro nove animali se ne tornarono al palazzo, Nel regno furono indetti grandi festeggiamenti e da quel giorno vissero tutti felici e contenti.
di Simone
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