ArteRecensione: Angeli a Venezia-Guardi e Music nell’universo di Anna Braglia


Un viaggio nelle meraviglie di una città unica, a cavallo fra gli ultimi fuochi della Serenissima e la perdita definitiva di una millenaria indipendenza. Splendori di pietra e acqua in miniature-gouaches – il bellissimo opus di Giacomo Guardi – di rarissima preziosità, con figurine umane che “si muovono” in scenari e quinte fantastiche e pure così concrete e reali, una liaison fra quotidiano e Storia: San Marco, il Palazzo Ducale, Campo San Beneto, il Bucintoro, il Canal Grande, Campo San Polo, Rialto, le Zattere, l’Arsenale, la Riva degli Schiavoni, la Chiesa delle Zitelle sull’isola della Giudecca e tutti gli innumerevoli stupefacenti luoghi, o “cose”, della Laguna, sino a Murano e Torcello. Un documento artistico, storico, intriso di poesia e nostalgia.
Angeli a VeneziaGuardi e Music nell’universo di Anna Braglia è un’affascinante mostra in corso alla Fondazione Gabriele e Anna Braglia (Riva Antonio Caccia 6 A, Lugano). Un allestimento che favorisce una approccio intimo, un itinerario che pare trasformarsi in un lieve (dolcemente onirico) viaggio nel tempo. Un consiglio… munitevi di una lente d’ingrandimento (la Fondazione Braglia ne è provvista) per meglio poter apprezzare i particolari delle gouaches del Guardi (1764-1835), figlio del celeberrimo Francesco.
Le gouaches guardesche (49) sono accostate agli acquerelli veneziani (19) dell’italo-sloveno Zoran Music (1909-2005), pittore e incisore (purtroppo fu anche prigioniero in quel di Dachau) presente nella città lagunare dal 1946. A completare l’esposizione una gouache di Joseph Baudin (1691 ca.-1753 ca.), una Madonna con bambino di Antonio Guardi (1691-1760), zio di Giacomo, una veduta a olio del Canal Grande di Bernardo Canal (1664-1744), il padre del Canaletto, e varie, deliziose per raffinatezza di particolari, sculture di soggetto religioso: angeli e putti di plastica e sacrale venustà.
Oltre al catalogo (in italiano e inglese) della mostra, che si avvale dei contributi di Manuela Kahn-Rossi, Federica Spadotto, Marilena Pasquali e Vittorio Natali, la Fondazione Braglia (inaugurata l’1 ottobre 2015, 450 mq su due piani) ha provveduto alla realizzazione di una monografia di 349 pagine (autrice Federica Spadotto, Edizioni dei Soncino) dedicata a Giacomo Guardi, che si configura come il primo studio scientifico dell’opera completa dell’artista (500 lavori fra dipinti, disegni e gouaches).
Come detto, risulta estremamente suggestivo l’accostamento delle gouaches del Guardi con le vedute (o, meglio, visioni) di Music, declinate con le più varie tecniche e sfumature psicologiche. Mutati i secoli, la sensibilità è simile. Venezia è stata, peraltro, per Zoran Music come una magica temperie di serenità dopo gli orrori della guerra e del lager: trasparenze e silenzi, il morbido scintillio delle acque, le barche che scivolano lievi nell’atmosfera fuori del tempo, lo sciabordio di brevi onde sui splendidi gloriosi palazzi,  in una tenera temperie sentimentale.
Una mostra oltremodo attrattiva, rarefatta senza esserlo, semplice e magnificamente evocativa.

Alberto Figliolia

Angeli a VeneziaGuardi e Music nell’universo di Anna Braglia, a cura di Gaia Regazzoni Jäggli. Fondazione Gabriele e Anna Braglia,  Fino al 21 dicembre 2019 e dal 19 marzo al 27 giugno 2020).
Orario: da gio a sab, 10-12,45/14-18,30.
Ingresso: 10 CHF (adulti).
Info: tel. +41 (0) 919800888, e-mail info@fondazionebraglia.ch, sito Internet www.fondazionebraglia.ch.

 

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.