Andrea De Carlo – Durante


A cura di Massimo Ghelfi

Ambientato nell’urbinate, dove lo scrittore vive e lavora, quest’ultimo romanzo di Andrea De Carlo propone alcuni temi sicuramente nuovi e altri che attraversano un po’ tutta la sua produzione letteraria e rappresentano in un certo senso il messaggio che desidera trasmettere ai suoi lettori e il suo maggiore interrogativo nei confronti della vita.
La vita di ognuno è sempre una scelta e proprio per questo rimane perenne l’insoddisfazione di ciò che non si è, di ciò che si perde, di ciò a cui si rinuncia. Ogni uomo ha una doppia aspirazione: la tranquillità, la stabilità affettiva ed economica e, in assoluto contrasto con questo, la voglia di libertà, il bisogno di non sentirsi bloccato né dalle cose né dalle persone.
A incarnare quest’immagine di un sé senza catene De Carlo ha creato la figura di Durante, protagonista e titolo di quest’ultimo romanzo.
Pietro, il narratore e la sua compagna Astrid hanno scelto una dimensione apparentemente alternativa del vivere: sono andati ad abitare nelle colline marchigiane, tessono al telaio delle belle stoffe e le rivendono, curano l’orto e hanno discreti rapporti ma non vera amicizia con gli abitanti delle case vicine. Piuttosto schivi, amano fare lunghe passeggiate con il loro cane nelle pause di lavoro al telaio. Il lavoro però spesso incalza, i tempi di consegna vanno rispettati per cui non sempre possono godere della libertà che li aveva spinti in quel luogo e a quella scelta (di certo creativa) professionale.
Ma un giorno, improvviso come un temporale, arriva casualmente in quel borgo un po’ fuori dal mondo, un uomo che cambierà la vita di tutti gli abitanti di quelle case sparse sulla collina. È il suo modo d’essere che spiazza costantemente i suoi interlocutori: non segue nessuna regola d’opportunità sociale, usa la sincerità come una clava, ma ha nello sguardo nella pacatezza della voce, nel non essere tenuto da nessuna catena economica o interiore, un fascino sottile che conquista ogni donna (e ogni animale) che si avvicini a lui. Il suo nome è Durante possiede alcune doti rare, sa trattare i cavalli come pochi (si propone infatti come istruttore a un agriturismo della zona) e sa ascoltare, qualità che le donne apprezzano in modo particolare. Forse sa anche curare e far rivivere chi è dato per spacciato, c’è chi dice che sia un medico, chi un truffatore…
Ma questo suo modo d’essere, il suo dire sempre la verità senza cercare mediazioni, provoca turbamenti profondi anche negli uomini, in particolare nel narratore sempre più turbato e irritato da quella presenza così intrigante. Pietro scopre che la sua compagna gli sta sfuggendo, che le sue stesse scelte di vita non lo soddisfano più, che in realtà ha da sempre amato un’altra donna, la sorella di Astrid, e che forse l’insofferenza a Durante è l’insofferenza a se stesso….
La relazione tra Pietro e Durante inizia in modo molto conflittuale. Pietro sente un’immediata rabbiosa invidia per quel vagabondo che tanto successo riscuote con le donne (con le sue in particolare), ma l’evolversi della situazione, quando i due uomini saranno da soli in un viaggio attraverso l’Italia, in cui conoscerà meglio Durante e le sue tante vite, lo porterà a cogliere la magia di quell’intruso e ad accettare lo sconvolgimento interiore che quell’uomo e la sua libertà totale gli hanno provocato.
Questa in modo molto sintetico e a grandissime linee la storia raccontata in questo romanzo. Chi abbia letto le opere precedenti di De Carlo potrà riconoscere alcuni motivi conduttori, primo fra tutto il tema dell’ambiguità e dell’ambivalenza delle nostre scelte e delle persone: si vorrebbe anche altro da sé, si vorrebbe poter racchiudere nella propria esistenza le tante diverse vite che ci attraggono tutte nello stesso modo e l’insoddisfazione fa parte del nostro essere individui limitati, circoscritti a una sola, castrante possibilità.
I luoghi in cui si vive hanno di sicuro un significato e un’influenza sulle singole vite, sui caratteri, sulle relazioni. Le Marche che De Carlo ci propone sono luoghi reali e luoghi dell’immaginario. Reale è il minor sfruttamento turistico e la maggiore verità di borghi e colline di quella regione che ha evitato, per ora, “l’effetto bomboniera” tipico di altre realtà del centro Italia, fa parte invece dell’immaginario del protagonista, oltre che dello scrittore, quel tanto di selvaggio, quegli spazi così ampi che certe pagine ci propongono. È indiscutibile però che nessun altro luogo in Italia avrebbe potuto con tanta coerenza essere stato scelto da Pietro per allontanarsi dal consumismo imperante e dalla spersonalizzazione del lavoro e soprattutto da Durante come sosta nel suo quasi profetico andare.
Nella lettera che Elisabetta Sgarbi, direttore editoriale di Bompiani, indirizza al suo autore nel risvolto di copertina si dice anche: “Chi legge non può fare a meno di chiedersi cosa direbbe di lui Durante”. Aggiungerei che chi legge può sentirsi molto minacciato delle domande che il modo d’essere di Durante pone, anche attraverso la pagina scritta.
Ed ecco un’indicazione precisa di De Carlo stesso sul significato che attribuisce alla lettura e, quindi, alla comunicazione con il proprio pubblico e che conferma l’interazione che si è appena sottolineata: Un lettore contribuisce alla creazione di un romanzo quanto chi l’ha scritto. Se non investe tutta la sua immaginazione, i suoi sentimenti, i suoi ricordi nella lettura, le pagine stampate che ha davanti restano inerti, senza senso… Spero che ognuno abbia voglia di costruirsi la propria storia, unica e diversa da quella di chiunque altro. Del resto, leggere è una delle poche esperienze davvero personali che siano rimaste.

Massimo Ghelfi

Titolo: Durante
Autore: Andrea De Carlo
Editore: Bompiani
Prezzo: € 10.50
Collana: Tascabili
Data di Pubblicazione: Giugno 2009
ISBN: 8845262979
ISBN-13: 9788845262975
Pagine: 440
Reparto: Narrativa > Narrativa contemporanea

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