Amour


A cura di Silvio Danese

Haneke, viaggio al termine della vita
Un giorno Anne, 80enne (l’indimenticabile Riva di “Hiroshima mon amour”), si ferma e non parla più. Il passo della malattia nell’assistenza disorientata, paziente, incerta, poi esperta, insofferente, disperata, di Georges (Trintignant), è una selezione centrata e implacabile dei passaggi d’un matrimonio aggredito dal termine naturale, inaccettabile, della vita, mentre il tempo ricondiziona sentimenti e menage. Gli occhi di Anne parlano, le infermiere sbagliano, la casa diventa un bunker, dolore e isolamento sono sempre a due e una figlia (la Huppert) riesce a discutere l’eredità con una madre quasi demente. La forza esistenziale dello stile tocca una potenza sociale del tema che sale dall’intimità. A tal punto, in verità, che un gesto estremo di pensiero ci fa ritenere il film al di là di ogni «utilità», esperienza di ciò che già perfettamente sappiamo, da una voce lontana sempre presente. La fine non può essere morbida, con l’autore de “La pianista” e “Il nastro bianco”… Impossibile decidere quale interprete supera l’altro, ma il gene dell’«età» è Trintignant. Palma d’oro a Cannes.

Titolo originale: Amour
Nazione: Francia, Germania, Austria
Anno: 2012
Genere: Drammatico
Durata: 127′
Regia: Michael Haneke
Cast: Jean-Louis Trintignant, Emmanuelle Riva, Isabelle Huppert, Alexandre Tharaud, William Shimell, Ramón Agirre, Rita Blanco, Carole Franck, Dinara Droukarova, Laurent Capelluto
Produzione: Les Films du Losange, X-Filme Creative Pool, Wega Film
Distribuzione: Teodora Film
Data di uscita: Cannes 2012
25 Ottobre 2012 (cinema)
Trailer:

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