Alessandro Metz – Professione aiuto regista


A cura di Gordiano Lupi

Un Pierino apocrifo e un Cannavale – Bombolo movie
Alessandro Metz (Roma, 1940) è figlio d’arte dello sceneggiatore – regista Vittorio (Roma, 1904 – 1984), noto per aver collaborato al Marc’Aurelio e come fondatore del Bertoldo. Alessandro Metz è un aiuto regista per antonomasia, perché a partire dagli anni Sessanta lo troviamo nel cast tecnico di un numero incalcolabile di pellicole. I suoi registi di riferimento sono autori di commedie, genere che ama particolarmente, forse perché nelle sue vene scorre il sangue di un padre che è stato collaboratore di Marcello Marchesi e di comici come Macario e Totò. Troviamo Alessandro Metz aiuto regista di Mariano Laurenti, Umberto Lenzi, Michele Massimo Tarantini, Gianni Grimaldi, Castellano e Pipolo… Citiamo alcuni film che lo vedono impegnato: I ragazzi di Bandiera Gialla, Zingara, Don Chisciotte e Sancho Panza, Un caso di coscienza, I due crociati, I due deputati, Brutti di notte, Spasmo, La supplente, Mazzabubù, Peccati in famiglia, La settimana bianca, La poliziotta fa carriera, Un jeans e una maglietta, Il giustiziere sfida la città, Grandi magazzini… Alessandro Metz è stato collaboratore di tutti i film diretti dalla premiata ditta Castellano e Pipolo, con loro il suo ruolo non si è limitato al semplice aiuto regista, ma di un vero e proprio collaboratore alla regia. I film diretti e firmati in prima persona sono soltanto tre: Pierino il fichissimo (1981), Care amiche mie (1981) ed È forte un casino! (1982). Missione eroica – I pompieri (1987), lo vede solo regista della seconda unità.
Parlare di Alessandro Metz dà modo di trattare in breve sintesi la saga di Pierino, un fenomeno di costume che affascina il pubblico italiano nei primi anni Ottanta, nato dalla fervida fantasia del grande Marino Girolami (Roma, 1914 – 1994). Pierino contro tutti (1981) è uno dei film per cui sarà ricordato Marino Girolami, che con questa pellicola rivitalizza il barzelletta movie e apre la strada a una serie infinita di sequel apocrifi. I veri film di Pierino vedono Alvaro Vitali dare corpo a una serie di barzellette scurrili e risapute, inaugurando un filone che fa furore per un paio d’anni nel cinema italiano. Michela Miti impersona la supplente sexy che fa andare Pierino (e il pubblico) in visibilio quando mostra le gambe dietro la cattedra e si abbandona a brevi scene di nudo.
La serie ufficiale prosegue con Pierino medico della S.A.U.B. di Giuliano Carnimeo (1981), in realtà una sorta di parodia de Il medico della mutua (1968) di Luigi Zampa, poco collegabile a Pierino. Pierino colpisce ancora di Marino Girolami (1982) è il vero sequel, l’ultimo Pierino realizzato da Girolami, che girerà anche una miniserie televisiva di scarso successo, diffusa soltanto da alcune reti private del Lazio. Pierino torna a scuola di Mariano Laurenti (1990) è il canto del cigno del sottogenere, un tardo remake che vede l’ex miss Italia Nadia Bengala al posto di Michela Miti, la sora Lella invece del nonno Riccardo Billi e Giulio Massimini per Enzo Liberti. Citiamo anche un Pierino Stecchino, girato nel 1992 da Claudio Fragasso, che riscuote una fredda accoglienza da parte del pubblico. Alvaro Vitali prende in giro Roberto Benigni, ironizza su Johnny Stecchino, ma non ha la classe di Totò.
Il successo della serie ufficiale produce un proliferarsi di falsi pierini come il terribile Pierino il fichissimo di Alessandro Metz (1981), sceneggiato dal regista con la collaborazione di Dardano Sacchetti e interpretato da un pessimo Maurizio Esposito. Nel film di Metz la bella maestra Florinda è una sensuale Adriana Russo, mentre gli altri interpreti sono onesti caratteristi come Aldo Ralli, Sandro Ghiani,  Nino Terzo, Ugo Fangareggi, Tognella, Gastone Pescucci, Vincenzo Crocitti, Eleonora Cajafa, Graziella Polo, Gianni Ciardo, Jimmy il Fenomeno, Lino Spadaro e Diego Cappuccio. Fotografia di Maurizio Maggi, musiche di Stelvio Cipriani e montaggio di Vincenzo Tomassi. Il debutto di Alessandro Metz alla regia non potrebbe essere peggiore, anche se gli va riconosciuto il merito di essere stato il primo degli imitatori di una serie di successo. Il problema principale del film è l’interprete principale, uno sconosciuto e poco comico Maurizio Esposito, che proviene dalla televisione e che per fortuna scomparirà presto. Le trovate comiche sono modeste, la storia è meno sbilanciata sullo scolastico e più sulla barzelletta nuda e cruda, spesso di una trivialità gratuita ed eccessiva. Roba come Pierino che fa assaggiare l’orina alla maestra, lei apprezza (certo, non sa che cosa sia) e allora il nostro discolo le offre un panino ripieno di merda. Il finale è a base di scoregge e flatulenze varie alle quali si cerca di porre rimedio ricorrendo a un tappo anale, ma senza successo. “Pioggia di merda a Roma. Una vacca a Torino accecata da un tappo!”, grida Pierino prima della parola fine, mentre cerca di vendere assurdi quotidiani. L’ambientazione della storia (si fa per dire) è ripartita tra la scuola dove insegna Adriana Russo e il locale di Carmelo – rivale di Pierino – che si chiama Osteria Numero Mille. Il nostro eroe con il suo comportamento eccessivo manda a una possibilità di vendita del ristorante a due sceicchi arabi. “Un film girato con i piedi”, scrive Giulio Pavone. Non possiamo dargli torto. Non si ride mai, la comicità è imbarazzante, ma altri Pierini apocrifi sono persino peggiori.
Pierino aiutante messo comunale… praticamente spione di Mario Bianchi (1981) è un altro modesto prodotto che si salva per la conturbante presenza di Laura Gemser. Il tremendo (in tutti i sensi) Pierino di turno si chiama Tony Raggetti e i suoi siparietti comici sono irritanti. Il film è composto da una serie di avventure scollegate tra loro e l’unico motivo d’interesse per lo spettatore resta la dottoressa Gemser, medico condotto a Bolsena. Forse ci saranno altri Pierini-movies, non è facile tenere il conto di una serie di prodotti di serie C che imitano il modello originale. Tra i Pierini apocrifi non c’è dubbio che Pierino la peste alla riscossa (1982) di Umberto Lenzi è quello girato con maggior professionalità e interpretato da attori degni di questo nome. Il Pierino di Lenzi è il simpatico toscano Giorgio Ariani.
Care amiche mie (1982) è la seconda commedia girata da Alessandro Metz, un film invisibile, interpretato da Toni Ucci, Giusi Raspani Dandolo, Gastone Pescucci, Tino Scotti, Galliano Sbarra, Vera Rizzato, Mollie Foster e Viviane Foster. Fotografia di Sergio Martinelli, musica di Claudio Tallino. Produce Riccardo Pallottini. Non l’abbiamo visto e non reperiamo notizie…
È forte un casino! (1982) è il miglior film diretto da Alessandro Metz, ed è tutto dire, perché raggiunge a fatica livelli di sufficienza. Il regista scrive e sceneggia la pellicola con la collaborazione di Leo Chiosso e Sergio D’Ottavi, la fotografia è di Giuseppe Bernardini, la musica di Stelvio Cipriani, il montaggio di Alberto Moriani. Produce Giuseppe Zaccariello per Kappa Film. Interpreti: Enzo Cannavale, Bombolo (Franco Lechner), Licinia Lentini, Xiomara Antonia Gonzales, Sandro Ghiani, Carolina Palermo, Tognella e Gianni Ciardo.
È forte un casino è assurdo sin dal titolo, che non c’entra praticamente niente con la storia, ma è un’esclamazione che Bombolo pronuncia un paio di volte nel corso della pellicola, riferendosi a situazioni diverse. Il film si regge tutto sulla comicità della collaudata copia Bombolo – Cannavale, che regala i migliori momenti farseschi, ma scade di livello ogni volta che provano a far ridere pessimi caratteristi come Tognella e Gianni Ciardo.
Ottimo il cast femminile, che vede in primo piano Licinia Lentini, sexy starlet della decadenza anni Ottanta, ma non sono da disprezzare neppure le sconosciute Xiomara Antonia Gonzales e Carolina Palermo. Bombolo, Cannavale, Tognella e Sandro Ghiani sono un quartetto di sprovveduti truffatori che alla fine vengono gabbati da una finta ereditiera americana (Lentini) e dalla sua amica (Gonzales), ma soprattutto dal vero conte (Ciardo) di cui avevano preso il posto.
Carolina Palermo è la procace fidanzata di Sandro Ghiani, contesa un po’ da tutti per le sue grazie posteriori e infine conquistata dal vero conte che la porta via con sé. Ricordiamo la bella Carolina Palermo solo come fidanzata di Alvaro Vitali nel film Pierino medico della S.A.U.B. (1981) di Giuliano Carnimeo. Xiomara Antonia Gonzales è la sexy collega di Licinia Lentini, una bellezza caraibica dotata di uno splendido lato B che si mostra in alcune sequenze erotiche, interpretando la classica scena della vittima di un guardone che osserva dal buco della serratura. La bella mulatta aveva ricoperto un piccolo ruolo da cameriera nella commedia Una vacanza del cactus (1981) di Mariano Laurenti, subito dopo l’avevamo vista nel fantasy a imitazione americana Sangraal la spada di fuoco di Michele Massimo Tarantini (1982) e infine in un ruolo marginale ne In viaggio con papà (1982) di Alberto Sordi. Il film di Metz è l’ultima traccia italiana della sensuale starlet.
Licinia Lentini (1959) è il conturbante elemento sexy che ci convince a inserire questo lavoro nel filone della commedia erotica. La Lentini ha il solo torto di raggiungere un’effimera notorietà quando il sexy made in Italy sta tirando i remi in barca a vantaggio della televisione. In realtà proviene proprio dalla televisione, dove nel 1980 riveste un ruolo importante nella trasmissione del sabato Studio ’80  di Antonello Falqui. Prima del successo decretato nel varietà si era vista in alcuni sceneggiati come Racconti fantastici di Daniele D’Anza e Quattro Delitti di Calasso, entrambi del 1979. Nel cinema interpreta quasi sempre ruoli sexy, da donna bella, intrigante e priva di scrupoli.
Ricordiamo tra le sue molte pellicole: Sturmtruppen (1976) di Salvatore Samperi, Avere vent’anni (1978) di Fernando di Leo, La guerra di robot (1978) di Alfonso Brescia, Ridendo e scherzando (1978) di Marco Aleandri, Sella d’argento (1978) di Lucio Fulci, Gardenia: il giustiziere della mala (1980) di Domenico Paolella, Fico d’india (1980) di Steno, Il giorno del cobra (1980) di Enzo Castellari, I carabbimatti (1981) di Giuliano Carnimeo, Teste di quoio (1981) di Giorgio Capitani, Vacanze di Natale (1983) di Carlo Vanzina, L’allenatore nel pallone (1984) di Sergio Martino, Delitto in Formula Uno (1984) di Bruno Corbucci, Il commissario Lo Gatto (1986) di Dino Risi, Django 2: il grande ritorno (1987) di Nello Rossati. Nel 1992 Licinia Lentini torna in televisione per interpretare un paio di episodi di Turno di notte (1987) e l’episodio Tutti per uno, uno per tutti, della serie Classe di fero 2 (1992) di Bruno Corbucci. In tempi recenti ancora cinema, ma piccoli ruoli in My nime is Tanino (2002) di Paolo Virzì e nel pessimo Vaniglia e cioccolato (2004) di Ciro Ippolito. Una nuova partecipazione televisiva ne L’uomo della carità (2007) chiude un’onesta carriera.
La frase di lancio della pellicola: “Un film giovane per il divertimento dei giovani di tutte le età”, promette molto di più di quanto mantenga.
La pellicola è lenta, prevedibile, scritta e sceneggiata senza ritmo, gradevole soltanto quando Cannavale e Bombolo si ricordano di essere due attori comici. Una pochade che sconfina in farsa, con un finale a base di torte in faccia, alcuni accenni di commedia degli equivoci e molti riferimenti alla commedia sexy del bel tempo andato.

Per vedere È forte un casinohttp://www.youtube.com/watch?v=J-2sfh7_72Q

Gordiano Lupi
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