Alessandro Baricco – I barbari


A cura di Anifares

Nel 2006 Alessandro Baricco scrisse trenta articoli su Repubblica, questi articoli sono diventati più tardi un libro “I Barbari – saggio sulla mutazione”. Baricco attraverso questi articoli studia la realtà che ci circonda ed il cambiamento che si sta verificando.
La mutazione che cerca di definire lo scrittore è stata anticipata da una ricerca dell’University College di Londra dal titolo Il cervello formato internet. La ricerca indica che leggere e pensare non è più come una volta: chi usa internet ormai salta da una parte all’altra, naviga in orizzontale tra titoli e riassunti, la sua tensione e il suo scopo non sono l’epica e il racconto, l’analisi e il profondo, ma la rapidità. Questo modo di pensare orizzontale è il modo di pensare dei barbari, dove la medietà (io la definisco mediocrità) è la loro religione, il loro credo.
Il libro è scritto bene, anche perchè Baricco sa scrivere, ma a un certo punto mi sembrava di essere presa in giro cioè spiegava le cose come io fossi una demente… sono consapevole che bisogna accompagnare il lettore ma questo è troppo… alla fine ho capito… lui ha scritto un libro per i barbari. Ho trovato, quindi il libro, un pò superficiale e poco incisivo (come sono i barbari), comunque bello da leggere, perché ho trovato quello che io penso sul vino, sul calcio e sui libri ma arrivata ad un certo punto pretendevo di più, ma non l’ho trovato. La perdita dell’anima, lo smantellamento del sacro e la spettacolarizzazione di ogni gesto io lo vivo quotidianamente sulla mia pelle ma io voglio di più, pretendo di più da un saggio…
Io voglio capire perché si è arrivato a questo, perché siamo diventati barbari? Perché siamo superficiali e poco coerenti nelle nostre scelte? Perchè abbiamo perso l’anima? Perché non pensiamo più e andiamo dove tutti gli altri vanno?
Baricco non accenna minimamente alla società dei consumi, all’industrializzazione massiccia, all’economia… certo parla di interessi nelle mani di poche persone però ci vuole di più. Nel libro ad un certo punto c’è il solito attacco agli Stati Uniti, come loro fossero la causa di tutti i nostri mali… nel 2006 l’America non esisteva più… c’era la Cina lo volete capire si o no? “La cultura americana è la cultura dell’Impero” leggo ad un certo punto, sembrerebbe ancora viva l’idea che l’Europa è la patria della cultura vera e l’America crea dagli avanzi dell’Europa, avviene così? Non so cosa credere, perché sono un semplice cervello. Semplicemente pretendevo troppo da Baricco, lui è uno scrittore ed un ottimo oratore (ricordate Pickwik, la trasmissione della Rai dove si parlava di libri ad un orario decente?) forse è solo questo.
La mutazione o meglio spiegare l’origine della mutazione è argomento da studiosi, da sociologi, da economisti non da scrittori, mi sembra un po’ riduttivo parlare solo di Google come compimento finale della mutazione. Ma Baricco ha ragione quando dice che i barbari siamo noi, guardate la notizia su Daniela Martani, hostess dell’Alitalia famosa per quella fotografia con il cappio ed ora che fa? Sta nella casa del Grande Fratello ed ha rifiutato un contratto a tempo indeterminato per rimanere nel mondo dello spettacolo (definiamolo così) ora Daniela io me la ricordo ad Anno Zero che difendeva giustamente le sue posizioni ed ora? Sta nella casa del Grande Fratello… questa scelta non è frutto di una società cambiata o malata? Non è frutto di una società che ama la spettacolarizzazione? Non è frutto di una società che ha perso l’anima?
Una cosa ha ragione Baricco quando scrive che ai barbari non piace la fatica, si vuole tutto e subito ma io vado oltre chiedendomi perché?

Alessandro Baricco (Torino, 25 gennaio 1958) è uno scrittore, critico musicale e regista italiano, fra i più noti esponenti della narrativa italiana contemporanea. Dopo la laurea in filosofia con Gianni Vattimo, pubblica alcuni saggi di critica musicale (la passione per la musica classica gli è stata trasmessa dai genitori, e la sua cultura in questo campo è frutto del suo studio personale): Il genio in fuga (1988), su Rossini, e L’anima di Hegel e le mucche del Wisconsin (1992), sul rapporto tra musica e modernità. Collabora come critico musicale per Repubblica e sulla pagina culturale per la Stampa. Baricco lavora anche in televisione, nel 1993 come conduttore di L’amore è un dardo, trasmissione di Raitre dedicata alla lirica e nel 1994 come ideatore e conduttore di un programma dedicato alla letteratura dal titolo Pickwick, del leggere e dello scrivere, affiancato dalla giornalista Giovanna Zucconi. Nel 1998 con il regista teatrale Gabriele Vacis cura il programma Totem, delle lezioni sull’amore per la lettura a cui seguirà una tournée nelle piazze italiane (dello spettacolo, trasmesso anche su Raidue, sarà pubblicato un libro della Fandango Distribuzione e due videocassette della Rizzoli). Durante gli anni novanta Baricco si afferma pubblicando i romanzi: Castelli di rabbia (1991), Oceano mare (1993), Seta (1996) che non ha raggiunto il pieno consenso della critica, City (1999), Senza sangue (2002). Nel 1994 esce Novecento. Un monologo, da cui è stato tratto un lavoro teatrale (con Eugenio Allegri e la regia di Gabriele Vacis a partire dal 1994, e con Arnoldo Foà in un nuovo allestimento nel 2003) e un film, La leggenda del pianista sull’oceano di Giuseppe Tornatore. Per Feltrinelli pubblica due raccolte degli articoli scritti per la Stampa e Repubblica (Barnum, del 1995, e Barnum 2, del 1998). Scrive anche, nel 1996, un testo teatrale per la regia di Luca Ronconi: Davila Roa, andato in scena al Teatro Argentina di Roma e mai pubblicato. Nel 2002 pubblica Next (Feltrinelli), breve saggio sulla globalizzazione. A febbraio 2003 esce Partita spagnola per Dino Audino Editore, una sceneggiatura scritta da Baricco nel 1987 a quattro mani con Lucia Moisio, sulla storia di Farinelli, la voce bianca del ‘700, poco aderente ai dati storici del personaggio, in realtà. Nel 2004 pubblica Omero, Iliade (Feltrinelli) un lavoro sulla traduzione di Maria Grazia Ciani dell’Iliade da cui Baricco trae un reading teatrale.
Nel 2005 passa dalla Rizzoli alla casa editrice Fandango di Domenico Procacci, con cui pubblica il romanzo Questa storia. Dopo l’esperienza televisiva ha fondato, insieme ad altri soci, la Scuola Holden a Torino, dove si studiano tecniche della narrazione con uno sguardo multidisciplinare. Nel periodo tra maggio e ottobre del 2006 ha scritto su La Repubblica un “romanzo – saggio a puntate “, I barbari, su quella che lui definisce la ‘mutazione’ in atto nella civiltà postmoderna. I lettori possono esprimere un commento sul sito internet del giornale. Il saggio è pubblicato con qualche aggiunta nel 2006. Nel 2007 esce la trasposizione del romanzo Seta. Il film è prodotto da Domenico Procacci della Fandango e il regista è il canadese François Girard. Nel cast Michael Pitt e Keira Knightley. Baricco, al contrario del film di Tornatore, questa volta ha curato personalmente la sceneggiatura.

Anifares

Titolo: I barbari. Saggio sulla mutazione
Autore: Alessandro Baricco
Editore: Feltrinelli
Prezzo: € 7.50
Collana: Universale economica
Data di Pubblicazione: Luglio 2013
ISBN: 8807883031
ISBN-13: 9788807883033
Reparto: Studi letterari > Saggistica > Saggi letterari

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *