Eventi: Alessandro Barbero. Le ferite di Caporetto


Alessandro Barbero
Le ferite di Caporetto – I limiti di una nazione e il suo riscatto
Introduzione di Danco Singer
Archivio di Stato di Genova, 20 gennaio 2018 ore 17.00

Caporetto fu una pagina cruciale della storia italiana, che ci interroga ancora sul nostro essere nazione, sul carattere del popolo italiano, sul rapporto tra classe dirigente e leadership, iniziativa individuale e responsabilità, pianificazione strategica ed eroismo.
Di chi fu la colpa di quella rotta che Prezzolini ha provocatoriamente riletto come una vittoria? Sarà vero che “ci si fa grandi resistendo ad una sventura ed espiando le proprie colpe”? Quali ferite portiamo ancora? Quale fu l’origine del nostro riscatto?
Sabato 20 gennaio, alle ore 17.00 nella sala conferenze dell’Archivio di Stato di Genova, Alessandro Barbero ripercorrerà la battaglia da una prospettiva nuova, attraverso occhi e voci diversi, dal generale in capo all’ultimo dei soldati in trincea, incrociando fonti italiane e straniere e attingendo dalla storiografia militare e dagli atti della commissione parlamentare d’inchiesta, per entrare nel vivo di quell’esperienza estremamente complessa che oscilla continuamente tra “il carnevale e l’apocalisse”.
Innumerevoli memorialisti e scrittori, da Gadda a Soffici, da Hemingway a Comisso, hanno descritto quei giorni di tragedia e di follia: i saccheggi e le fucilazioni, i magazzini incendiati, i carri e i cannoni abbandonati, i cadaveri e le carogne, la fuga dei civili dal Friuli invaso, le scene dantesche dei ponti sul Tagliamento fatti saltare con tutti quelli che li affollavano.
Ma quella non fu un’esperienza isolata nelle trincee alpine. Caporetto ebbe luogo in un contesto globale di fermenti, incontri, slanci ideali e tramonti, in una duttile geografia di idee, scoperte scientifiche e correnti di pensiero, dove si intrecciarono le vite di nomi illustri, come Coco Chanel, Paul Morand, Pablo Picasso, Jean Cocteau, Max Jacob, Igor Stravinskij; Luigi Russolo, Antonio Sant’Elia, Filippo Tommaso Marinetti; Carlo Emilio Gadda, Emilio Lussu, Giuseppe Ungaretti, Benito Mussolini; John Reed, Majakovskij, Antonio Gramsci, Rosa Luxemburg; Charlie Chaplin e Buster Keaton.
A introdurre l’appassionante racconto di Barbero sarà Danco Singer, direttore del Festival della Comunicazione e fondatore di Frame, che tesserà un sottile filo tra questo approccio storiografico e la speciale angolazione da cui Umberto Eco ci ha insegnato a guardare alla storia:

perché la comprensione degli eventi passati e del presente non deriva solo dal resoconto puntuale e dettagliato dei fatti, ma da quella straordinaria varietà di tratti socio-culturali, geopolitici, economici, che non sono contorno, bensì sostanza dei fatti stessi e che solo una narrazione pluriesperienziale può rendere nella sua interezza.

Darà il benvenuto Annalisa Rossi, Direttore dell’Archivio di Stato, seguita da un saluto di Renzo Parodi.
Con l’occasione, sarà possibile visitare una piccola iniziativa espositiva sulla Grande Guerra, allestita appositamente dall’Archivio di Stato, dal titolo “La memoria venduta. Storie di soldati e famiglie in attesa durante il primo conflitto mondiale”: una riflessione sulla conservazione della memoria privata (lettere, cartoline, documenti, onorificenze e targhe commemorative, ormai da anni oggetto di piccolo commercio attraverso i mercatini o la Rete). La scomparsa degli anziani custodi della memoria familiare si accompagna alla dispersione di questi ricordi materiali che, ben più della documentazione ufficiale, rappresentano la viva testimonianza delle sofferenze e del sacrificio di quanti, al fronte o a casa, hanno vissuto in prima persona l’esperienza sconvolgente della guerra.

 

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