A Royal weekend 1


A cura di Silvio Danese

Il re, Roosevelt e lo spettro di Hitler
Cugina di quarto grado di Roosevelt, una delle sue tre, quattro, amanti sotto gli occhi della moglie Eleonor, Daisy Suckley morì a 100 anni con una valigia piena di documenti sotto il letto. Viene da lettere e diari questa ricostruzione intima e insieme ufficiale dell’incontro, nel giugno 1939, tra il presidente Usa in carrozzella e il re d’Inghilterra balbuziente che chiede il sostegno americano contro Hitler. Il punto di vista è fondamentale. Daisy (la Linney), riservata aristocratica decaduta, sedotta e illusa dall’anziano Roosevelt, si ribella e poi accetta la filosofia dell’harem mentre scopre la vita quotidiana dei maschi potenti, fragili e impacciati, accuditi dalle donne. E’ un’ipotesi, ma batte l’epoca, nella luce cupa, presaga di guerra, del Hyde Park On Hudson (titolo originale), nelle divertenti mosse di costume (re e regina ossessionati dal party degli hot dog), come nei volti in balia del futuro oscuro. Murray misura autorevolezza e understatement quasi scialbo, in una sceneggiatura che cerca il ritratto instabile di Vecchio e Nuovo Mondo. Dal regista di «Notting Hill».

Titolo originale: Hyde Park on Hudson
Nazione: Regno Unito
Anno: 2012
Genere: Commedia, Drammatico,
Durata: 94′
Regia: Roger Michell
Cast: Bill Murray, Laura Linney, Samuel West, Olivia Colman, Elizabeth Marvel, Olivia Williams, Elizabeth Wilson, Eleanor Bron
Produzione: Daybreak Pictures, Film Four, Free Range Films
Distribuzione: Bim Film
Data di uscita: 10 Gennaio 2013 (cinema)
Trailer:


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Un commento su “A Royal weekend

  • renata

    Nonostante il giudizio tiepido della critica e quello di due amiche forse bigotte, sono andata a vederlo. Io l’ho trovato delizioso, un vero gioielletto. Certo, da non confondersi con Il discorso del re. La scena di “sesso” vietata nella pure bigotta America s’intuisce solo e comunque è molto delicata. Ottimi gli interpreti e suggestiva l’epoca. Come sempre, me ne sono infischiata dei giudizi della critica e ho fatto bene. Per contro, l’ultimo e tanto celebrato film del famoso regista de “I Tenebaum” (che fu delizioso)mi è sembrato una vera cavolata. Tutti quei ragazzini camuffati da adulti, in primis la protagonista, una squinzietta di 7 anni truccata da ventenne…Non sono riuscita nemmeno a ridere.