A qualcuno piace caldo, in scena al Teatro Nuovo di Milano


sugar4A cura di Alberto Figliolia

Sono passati cinquantacinque anni da quando Billy Wilder girò A qualcuno piace caldo (Some like it Hot), una delle più grandi commedie di tutti i tempi, con un Jack Lemmon e un Tony Curtis immensi e una Marilyn Monroe in tutto il suo candore e splendore, svampita e dolce come non mai. Dalla pellicola-capolavoro venne infine tratto un musical, assai fedele peraltro all’originale, e quel musical è in questi giorni sulle scene italiane, precisamente al Teatro Nuovo di Milano, con Justine Mattera nei panni di Sugar Kane Kowalczyk (in italiano Zucchero Candito Kandinsky).
E la Mattera con il suo eccellente italiano e un simpatico accento americano di sottofondo (è una newyorkese, qui dal 1994, con famiglia di lontane origini italiane) è una Sugar-Marilyn frizzante, spigliata e convincente, svanita al punto giusto, doverosamente conturbante e tenera anche di più. Bionda da far girare la testa, l’ukulele in dotazione e una voce da brivido, insicura e perennemente pronta a innamorarsi, Sugar-Justine brilla di sé, con ironia e  abbandono, con ingenua malizia e trasporto.
Sugar - foto scena 4La vicenda è peraltro nota. Un sassofonista e un contrabbassista – i bravissimi Pietro Pignatelli e Christian Ginepro nelle vesti, rispettivamente, di Joe/Josephine/Junior e di Jerry/Daphne (spassoso oltre ogni dire nella scena del tango con il suo corteggiatore Osgood Fielding II) –, involontari testimoni a Chicago del Massacro di San Valentino, per sfuggire ai gangster si travestono da donne trovando ingaggio come musiciste in un’orchestra tutta femminile in trasferta a Miami. Una commedia degli equivoci, en travesti per quel che concerne i due, con colpi di scena, canzoni, balletti e, soprattutto, gag a non finire, innamoramenti compresi.
Due ore e mezza di puro divertimento e allegria (e qua e là una punta di lieve malinconia) per uno spettacolo struggentemente sfrenato eppure elegante, politicamente “scorretto” eppure estremamente garbato (intelligente è l’aggettivo giusto), con costumi e scenografia assolutamente all’altezza. Un’opera intramontabile, di godibilità totale, in una versione italiana più che riuscita. Il trio dei protagonisti, sotto la regia di Federico Bellone, si è davvero superato, ma tutto il cast merita un plauso, come ben ha sottolineato il pubblico della prima con musical1ripetute ovazioni.
La traduzione, il libretto e le liriche italiane sono di Michele Renzullo. Le liriche italiane aggiunte sono di Franco Travaglio e l’adattamento del libretto è di Saverio Marconi e Federico Bellone.
Vale la pena di citare le note di regia… “La versione “musical” del celebre film del 1959 diretto da Billy Wilder A qualcuno piace caldo rappresenta uno dei titoli più esilaranti del genere, pur non essendo nato direttamente per il palcoscenico. La sceneggiatura, che si presta in modo particolare a un adattamento teatrale, e il riferimento alla musica jazz (infatti da una battuta del film si evince che l’aggettivo “caldo” del titolo è proprio dedicato a questa tipologia melodica), sfociano spontaneamente in quella che è una commedia musicale dalla struttura impeccabile. musical2Questa nuova versione italiana dello spettacolo vuole riportare in primo piano i dialoghi e le situazioni irresistibilmente comiche del film e la sensualità leggendaria del mito di Marilyn Monroe, anche grazie alla celebre canzone I Want To Be Loved By You, come se il tutto provenisse direttamente dal film in bianco e nero e che, come per magia, diventasse realtà. L’espediente sarà infatti una particolare tecnica illusionistica, nota nel passato in Italia con il nome di Fregoligraph, in onore del famoso trasformista italiano Leopoldo Fregoli, che permette a interpreti in carne e ossa di passare dalla proiezione su uno schermo alla realtà in palcoscenico e viceversa. La scenografia, quindi, avrà una connotazione di bianco-nero-grigio elegante e nostalgica, “rituffando” il pubblico come all’interno della pellicola. Per i costumi, invece, in onore al genere “musical” stesso e alla volontà iniziale del regista Billy Wilder e dell’attrice Marilyn Monroe di girare A qualcuno piace caldo a colori, saranno appunto coloratissimi e luccicanti. Le luci musical3strizzeranno l’occhio allora anche alla fotografia delle pellicole anni ’50, e la fonica non vorrà dimenticare quindi gli effetti sonori propri del cinema. Infine coreografie “ruffiane”, comiche e sexy sul trascinante ritmo dei ruggenti anni ’20 vorranno completare il quadro di una commedia dai toni esilaranti […] Justine Mattera, che ha debuttato nel mondo dello spettacolo italiano di conseguenza alla sua particolare somiglianza con Marilyn Monroe, e date le sue molteplici esperienze nel mondo del musical, ci è subito sembrata l’interprete ideale per la dolce e ingenua Sugar Kane. Mentre Christian Ginepro e Pietro Pignatelli, due veterani del teatro musicale italiano, reduci da straordinari successi come Grease, Sette spose per sette fratelli, Pinocchio, Vacanze Romane, Peter Pan e Il giorno della tartaruga di Garinei e Giovannini, ci assicurano una verve e una professionalità nel canto, nella recitazione e nella danza, per dar vita rispettivamente a un Jack Lemmon e a un Tony Curtis italiani travolgenti”. Fino al 9 marzo A qualcuno piace caldo sarà, come detto, in scena al Teatro Nuovo di Milano, piazza San Babila, sotto la celebre Galleria del Toro. La Tournée proseguirà poi a Bolzano (Teatro Nuovo, 11 marzo), Borgomanero (Teatro Comunale, 13 marzo), La Spezia (14 marzo), Prato (Teatro Politeama, 15 e 16 marzo), Mestre (Teatro Corso, 20 marzo) e Trieste (Teatro Bobbio, dal 21 al 24 marzo).

A tutti buon  divertimento!

Alberto Figliolia

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