Il geometra dell’armonia che rifà la storia
Caravaggio e la forma delle tenebre che interrompe il rilievo dei corpi; Caravaggio e il dramma della realtà; Caravaggio e la sua storia della religione fatta di drammi brevi e risolutivi, di lampi spietati; Caravaggio, la luce e l’ombra: la luce che rivela, fra gli strappi inconoscibili dell’ombra, uomini e santi impigliati in quel tragico scherzo che è il calcolo dell’ombra, il geometra dell’armonia che rifà la storia della pittura con brividi di luce, che si mette a studiare sui volti l’incidenza dell’ombra, nelle osterie e sulle vie di Damasco, nelle bettole e nelle tende da campo, nelle strade malfamate e nelle cattedrali, nelle stradine piene di coltelli di piazza Navona e nei crocicchi e nei vicoli maleodoranti della Roma papale. …
Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni. Eleanor Roosevelt
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In un paese avvilente, che si è reso ostaggio di un uomo, dei suoi interessi, un paese pieno di sé e che nel contempo ne ha una stima scarsissima, che non sa pensarsi politicamente e che si è lasciato pappare il cervello da un piazzista che modifica a suo piacimento l’ordinamento istituzionale per farla franca e lucrare sul nostro lavoro – la vita, né più né meno -, dalle parti di questo popolo di entusiasti analfabeti insomma c’è qualcuno che prova non solo a resistere ma a rovesciare l’esito della partita: altrimenti a che serve la cultura?
Nell’ultima risposta all’intervista che mi ha rilasciato lo storico Guido Crainz mi piacerebbe scorgere una traccia di questo ribaltamento – nonostante il pessimismo, che condivido. La mappa è complessa, l’esame non sempre coincidente ma l’urgenza civile, il bisogno di capire e di mettere in circolo i contrappesi di cui parla lo storico dovrebbero essere anche i nostri. …
“Da piccola credevo che Sebastiano fosse un orco, come quello delle favole, che mi era toccato per padre. La cosa non mi dava molto pensiero, sia perché ero così abituata all’atmosfera delle favole da confonderle con la realtà, sia perché gli orchi non erano poi così cattivi, tant’è vero che spesso si redimevano, come quello de La bella e la bestia o come il rospo che poi diventava principe. Pensavo che tutti ce la potessero fare a vincere la propria natura oscura e quindi anche a lui davo una possibilità”. …
Per quanto associamo subito al nome di Camilleri quello di Montalbano, il personaggio senza dubbio più conosciuto, l’autore siciliano si diletta anche a scrivere romanzi storici o comunque di ambientazione storica.
Fra questi ce n’è uno un po’ particolare, realizzato parte in forma epistolare, parte come dialoghi e che ha conosciuto il suo maggior successo nella versione teatrale. Per appassionare il lettore o lo spettatore ci sono tutti gli elementi giusti, amalgamati con la consueta abilità da Camilleri, sì che ne esce un’opera dal difficile, ma esemplare equilibrio e che per certi versi può ricordare la famosa pochade francese. …
La piccola Alice cresce (peccato)
“Alice” di Carroll secondo l’autore di “The Nightmare Before Christmas”. Stessi personaggi, altra prospettva. Alice è cresciuta, sta per sposarsi. Quando finisce nel buco che la porta nel Paese delle meraviglie scopre che i suoi sogni infantili erano realtà e che Wonderland si chiama Sottomondo.
L’emozione surrealista del romanzo lascia il posto a una convenzionale e ristretta trasposizione. Perché risolvere il mistero del Paese e del destino del Cappellaio, del Bianconiglio e di Stregatto, in una guerra di eserciti di eroi tra la Regina Rossa e la Regina Bianca? …
“Dal mio deserto contemplavo l’infinito, soprattutto di domenica, per un briciolo d’intelligenza in più.” Questa è Giulia Villoresi. È quel “soprattutto di domenica” che ci fa intuire di trovarci dinanzi a una mente acuta, dotata d’ironia, ed è proprio quest’elegante arguzia adottata da Giulia che rende questo romanzo una storia unica per stile, per le incredibili trovate in cui Carlotta Panzanella Cordelli detta la Gnoccolona si sbraccia per prendere a pedate i chili in più di ciccia che la rendono ragazzina infelice, facendosi largo tra le voci delle mamme che sfrecciano sul soffitto… o forse sul pavimento…
Ogni capitolo è uno spaccato di vita memorabile, dolce-amaro, che ci fa prendere le parti di Carlotta. …
Una nave è in vista delle coste greche. A bordo, una donna cerca di distinguere il profilo del Peloponneso nella luce incerta del crepuscolo. È Elena di Troia, ricondotta in patria dal marito Menelao dopo la distruzione dell’orgogliosa città. Al vento e alle onde, lei affida la propria storia. E la sua voce racconta una verità diversa da quella che tutti conoscono: malinconica e vibrante, parla di una creatura assetata d’amore, piena di passione e sensualità, ma costretta a obbedire alla legge del padre-re e a sposare un uomo che non aveva scelto, né desiderava. Una decisione fatale, da cui nasceranno lutti e tragedie, perché Elena cercherà tra le braccia di altri quel che le è stato negato. …
Adesso è facile parlare bene di Silvia Avallone, fresco successo in narrativa con Acciaio (Rizzoli) – quinto nella classifica dei libri più venduti in Italia e in odore di candidature allo Strega – ma credo di averne diritto, per aver scritto di lei in tempi non sospetti, forse tra i primi, quando il fenomeno editoriale non era ancora esploso. Voglio parlare del primo libro della Avallone – senza dubbio meno commerciale di Acciaio – quel debutto poetico datato 2007 con un prezioso libro di liriche prefato da Giuseppe Conte che anticipa il successivo romanzo di formazione. Il libro dei vent’anni è poesia pura, adolescenziale quanto si vuole, ma ebbro di sentori classici e decadenti. Nelle liriche di Silvia Avallone ritroviamo la poesia racconto del Pavese di Lavorare stanca, ma anche la musicalità pascoliana in un verso libero intriso di simbolismi. …
Scorsese in bilico fra cinema e vita
Thriller psicologico poggiato su un bivio, tra cui non sceglie: il cinema e la vita, l’immagine reinventata di una lista di classici (da “La donna che visse due volte” a “Il corridoio della paura”) e una filiera di orrori della cronaca e della Storia (dai campi di sterminio nazisti al matricidio, all’ossessione atomica, alla follia). DiCaprio, inquadrato e vestito da un’occhi infallibile erede del poliziesco anni ’50, è un investigatore Fbi che, indagando sulla scomparsa di una detenuta nel manicomio criminale in un’ isola blindata, si trova a fare i conti col passato. Ma è veramente il suo passato? …
Facciamo quattro chiacchiere con il maestro Massimiliano Chiappinelli , un foggiano trapiantato ad Ariccia , che fa il segretario dell’Associazione Amici della Puglia, a Roma, via Aldrovandi, 16. Ma Max è anche – e soprattutto – un artista, un concertista in progress che suona divinamente il pianoforte, ed è anche un musicologo di riconosciuto valore, un insegnante creativo, laureato in letteratura con indirizzo musicale, reduce dalla visita allo Handel Museum di Londra, dove ha visto una mostra sui castrati, “un abominio che ha creato voci angeliche“, i loro tormenti, la loro fortuna. “Farinelli, il più famoso, il più celebrato di essi – dice Max – era un pugliese come me ( lui era di Andria ) e non era affatto una checca, come qualcuno immagina che fossero i castrati”. …
Titolo originale dell’opera ‘In Cold Blood’ 1965
Questo romanzo racconta un fatto di cronaca realmente accaduto in Kansas, Stati Uniti: l’assassinio della famiglia Clutter avvenuto il 16 novembre 1959 per mano di due balordi Perry Edward Smith e Richard Eugene Hickock. I due, usciti di carcere in libertà vigilata, credendo ad una vaga informazione relativa ad una cassaforte presente nella casa di un agricoltore si diressero ad Holcomb. Qui, entrati in casa dei Clutter, dopo aver cercato inutilmente il denaro, uccisero barbaramente ad uno ad uno l’intera famiglia, marito, moglie e due figli. Iniziarono così a fuggire mentre la polizia cercava il movente di un delitto che non sembrava avere alcuna apparente giustificazione e che, per la sua efferatezza, non aveva precedenti in una cittadina così tranquilla. Una soffiata dal carcere mise la polizia sulla traccia dei due i quali, dopo aver rubato un’automobile, vennero arrestati e dopo un lungo interrogatorio confessarono le loro colpe. …
Questa raccolta è stata pubblicata in quanto ha vinto il premio di poesia Jacques Prévert, quindi un ulteriore motivo di soddisfazione per te. Sono poesie che abbracciano un lungo arco di tempo e che sono frutto di un’esperienza in costante crescita. Il titolo (Stagioni sovrapposte e confuse) è un po’ particolare e allora ti chiedo perché hai voluto chiamare così questa raccolta. ,,,
L’immagine di copertina ritrae una bimba (l’autrice) a cavalcioni di un pennuto in legno o bronzo, ma quel che colpisce è lo sguardo, apparentemente solo imbronciato, ma che se osservato con attenzione sembra essere quasi di sfida. Probabilmente cela l’inconscio desiderio di essere realmente presente nella vita, un “adesso ci sono io” che vuole ipotecare il futuro. E’ sempre così, perché si è alla prima stagione e si guarda solo in avanti, ma poi, con gli anni che passano, si arriva a un punto che ci si rivolge all’indietro, si ricorre alla memoria per delineare un quadro esistenziale di luci e di ombre che non ci soddisferà mai pienamente.
E così le stagioni di questo libro non sono propriamente quelle astronomiche, che ben conosciamo, ma esprimono metaforicamente il ciclo della vita ed è in questa ottica che deve essere letta la bella raccolta di Franca Canapini. …