Aprì le imposte e una folata d’aria fredda s’insinuò rapida nella cella, ma Suor Benedetta non vi fece caso, anzi ne gioì, le sembrò quasi un lenimento per quel calore che le andava su e giù, che come una serpe partiva dal pube e si irradiava, come i tentacoli della Medusa, in ogni parte del suo corpo.
Guardò fuori il cielo stellato, straordinariamente limpido in quella notte di rigido inverno, con la neve che era caduta anche durante il giorno e che aveva ammantato tutti i dintorni, disegnando un paesaggio irreale di straordinaria bellezza.
Si mise a pregare, perché avvertiva la pesantezza delle palpebre, l’imminente sonno che le avrebbe portato forse per l’ultima volta quel sogno. …
La notizia del giorno è che a Cuba si farà festa il Venerdì Santo, non si lavorerà, insomma, come non si lavora quasi mai, d’altra parte. Il Granma lo scrive a tutta pagina, caratteri cubitali, i giornalisti di tutto il mondo lo ripetono, asini che non sono altro, invece di parlare delle cose serie, la visita del Papa è stata un successo, quindi, faremo festa il Venerdì Santo.
“Cesseranno le attività lavorative non indispensabili durante la Settimana Santa”, dice il Granma. Che bello, non bastava uno stato comunista, socialista, marxista – leninista, adesso abbiamo pure uno stato confessionale. Mi sembra di leggere la vignetta di un mio amico, uscita l’altro giorno su Guamá, dove Raúl e Fidel indossano la tiara papale e il Santo Padre sfoggia la falce e il martello: “L’oppio dei popoli e la rivoluzione del proletariato, uniti, non saranno mai sconfitti”, recita la didascalia. Ecco questa cosa che tanto non costava niente, serviva solo a fare un po’ di propaganda, è stata subito accettata. …
Stava seduta sul ponte con le gambe a cavalcioni della balaustra. Un paio di jeans sfilacciati poco sopra le ginocchia e, una canottiera di un colore indefinito: un azzurro, di un cielo sbiadito come ce ne sono tanti. Probabilmente frutto di un lavaggio multicolor.
Melania, oscillava le sue lunghe gambe, penzoloni, avanti e indietro, in un movimento ritmico simile a quello delle onde, sottostanti di quel mare calmo di quella giornata afosa.
Con la la mano destra, teneva uno specchietto rivolto verso il sole, per catturare la luce, che poi convogliava sulla testa, o addirittura negli occhi di coloro, che avevano intenzione di godersi quei momenti di mare, infastidendoli. …
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